Una ragazzina di 14 anni è stata attirata in un parco e brutalmente aggredita da alcune coetanee, mentre altri adolescenti osservavano e filmavano la scena senza intervenire. L’episodio si è verificato sabato 21 giugno 2025 nel Parco della Resistenza a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, e ha rapidamente scatenato indignazione pubblica dopo che il video del pestaggio è stato diffuso sui social.
Una trappola organizzata tra giovanissimi
La giovane pensava di trascorrere una serata tranquilla con amici, ma è finita in una vera e propria imboscata. Secondo il racconto della madre, riportato da Il Resto del Carlino, il gruppo – composto da una ventina di adolescenti – ha organizzato l’incontro per colpire la ragazza, da tempo presa di mira per futili gelosie tra coetanee.
Durante l’aggressione, due ragazze l’hanno immobilizzata prendendola per i capelli, colpendola ripetutamente con calci e pugni anche alla testa, sotto gli occhi di almeno venti testimoni. “Solo una sua amica ha cercato di intervenire”, racconta ancora la madre.
Violenza filmata e pubblicata sui social
Il gesto è stato ripreso con uno smartphone e le immagini sono state pubblicate su Instagram, mostrando non solo la violenza fisica, ma anche il tentativo di umiliare pubblicamente la vittima. “Hanno messo in rete le foto delle ferite come se fosse un trofeo”, ha denunciato la madre, che ha subito sporto denuncia ai Carabinieri.
Minacce e cyberbullismo dopo il pestaggio
Dopo l’aggressione fisica, la 14enne è stata presa di mira anche sui social e nei gruppi di messaggistica, ricevendo minacce come: “Se fai il mio nome, ti uccido”. È stata anche rimossa dal gruppo WhatsApp frequentato da chi era presente all’aggressione. La vicenda ha generato profonda preoccupazione tra le famiglie e le istituzioni locali.
Il sindaco: “Un gesto grave che ferisce tutta la comunità”
Il sindaco di Scandiano, Matteo Nasciuti, ha condannato con fermezza l’accaduto: “È un gesto doppiamente violento e grave. Non solo l’aggressione fisica, ma anche la diffusione del video e il vanto per quanto fatto. A lei e alla sua famiglia va tutta la nostra solidarietà”.
Le indagini sono in corso: i Carabinieri stanno identificando i responsabili e analizzando i video e le chat per ricostruire i fatti e valutare eventuali reati.









































