Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da diverse associazioni del settore extralberghiero, annullando la circolare del Ministero dell’Interno che, dallo scorso novembre, vietava il self check-in per B&B e affitti brevi, obbligando i gestori ad identificare gli ospiti solo di persona. Una decisione che segna una svolta epocale nel settore dell’ospitalità turistica italiana.
La sentenza: più semplificazione, meno oneri per i gestori
Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale, la circolare ministeriale era in contrasto con la riforma del 2011, che punta alla semplificazione amministrativa per privati e micro-imprese. La richiesta di identificazione fisica era ritenuta eccessiva, sproporzionata e discriminatoria, specie per chi gestisce strutture extralberghiere di piccole dimensioni.
L’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi (AIGAB) ha espresso soddisfazione per la sentenza e ha annunciato di essere già al lavoro con il Governo per introdurre sistemi di riconoscimento facciale da remoto, già adottati dalle principali piattaforme online.
Cosa prevede la normativa
La gestione degli ospiti nelle strutture ricettive è regolata dall’articolo 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), che impone ai gestori l’obbligo di registrare i dati degli ospiti e trasmetterli entro 24 ore alla Polizia. Tuttavia, la legge non specifica le modalità con cui deve avvenire la verifica dell’identità. La circolare del Viminale aveva interpretato in modo restrittivo questo passaggio, imponendo un controllo in presenza che ora il Tar ha giudicato non legittimo.
Un settore penalizzato che ora respira
Le associazioni di categoria avevano denunciato come la direttiva ministeriale costituisse un ostacolo alla digitalizzazione del settore e una disparità di trattamento rispetto alle grandi strutture alberghiere, spesso dotate di personale h24. In particolare, i piccoli host erano stati messi in difficoltà durante i check-in notturni, festivi o in caso di assenza temporanea.
E ora cosa cambia?
Grazie alla sentenza del Tar, il self check-in torna ad essere pienamente legale, purché siano rispettati tutti gli obblighi di registrazione e comunicazione dei dati alle forze dell’ordine. Resta l’obiettivo di garantire la sicurezza pubblica, ma con strumenti più innovativi e meno invasivi.
In un momento in cui la domanda turistica è in ripresa, la decisione del Tar rappresenta una vittoria per il turismo digitale e per la libertà d’impresa, agevolando chi vuole offrire ospitalità in modo smart, sicuro e regolare.







































