Una bambina oggi quasi nove anni ha rischiato la vita dopo anni senza cure mediche, vaccinazioni e controlli pediatrici. Per questa vicenda sono finiti a processo i genitori, accusati di aver nascosto la sieropositività della madre durante la gravidanza e di aver ostacolato diagnosi e trattamenti sanitari.
Malattia nascosta fin dalla gravidanza
Secondo quanto emerso dalle indagini, già durante la gravidanza la donna avrebbe tenuto nascosta la propria infezione da Hiv, impedendo così l’attivazione delle procedure mediche di prevenzione della trasmissione al feto. Dopo la nascita, avvenuta nel 2017 in Spagna, i genitori non avrebbero effettuato accertamenti per verificare l’eventuale contagio della figlia.
Per anni la bambina non sarebbe stata seguita da un pediatra, né sottoposta a vaccinazioni o terapie, fino a quando le sue condizioni di salute sono diventate estremamente gravi.
Opposizione ai medici e ricovero d’urgenza
La situazione è emersa quando una pediatra ha riscontrato febbre persistente, denutrizione, ritardi nella crescita e problemi dentali evidenti. Solo a quel punto la minore è stata ricoverata all’ospedale di Bologna, dove le analisi hanno evidenziato una infezione da Hiv in fase avanzata con sindrome da Aids.
Durante il ricovero, secondo le accuse, i genitori avrebbero continuato a ostacolare le cure, opponendosi alla somministrazione di farmaci. In un episodio, il padre avrebbe assunto personalmente medicinali destinati alla figlia.
Indagini, accuse e tutela della minore
Le verifiche avviate dalla Procura hanno portato all’ipotesi di maltrattamenti aggravati dall’aver provocato lesioni gravissime. Parallelamente, il tribunale per i minorenni ha nominato una tutrice per la bambina.
I genitori, entrambi intorno ai 45 anni, sono assistiti dal loro legale e la valutazione sulla capacità genitoriale resta al vaglio dei giudici minorili. L’istruttoria dibattimentale è tuttora in corso e dovrà chiarire responsabilità e dinamiche della vicenda.









































