Una brutta sorpresa al momento del conto per quattro turisti in vacanza a Ponza, che sabato 5 luglio si sono ritrovati a pagare 923 euro per un pranzo nel ristorante «Il rifugio dei naviganti». Nel menu: un antipasto, quattro primi piatti di scialatielli all’aragosta e due bottiglie di vino bianco delle Cantine Migliaccio. Totale? 230 euro a persona. La vicenda, riportata da Repubblica, ha rapidamente fatto il giro del web.
Il ristoratore: “Prezzi chiari, aragosta viva e sconto applicato”
Interpellato sulla vicenda, Mario Coppa, titolare del locale, ha definito il conto “assolutamente nella norma”, spiegando che l’aragosta costa 230 euro al chilo e viene portata viva al tavolo per essere mostrata ai clienti. In questo caso, ciascuna pesava circa 825 grammi.
«C’è l’etichetta col peso e chi vuole può scegliere anche direttamente dall’acquario», ha dichiarato. «Se il prezzo era troppo alto, avrebbero potuto scegliere un’aragosta più piccola. Abbiamo anche applicato uno sconto, perché il tavolo si stava lamentando».
“Fanno i signori, poi si lamentano”
Il titolare non nasconde un certo disappunto per le critiche ricevute, aggiungendo: «Tante volte alcuni clienti vogliono fare bella figura, poi si stupiscono del prezzo. Ma noi siamo trasparenti. Abbiamo investito molto per rendere il luogo accogliente: ho persino rifatto la piazzetta dove si trova il ristorante».
Secondo Coppa, spesso il personale cerca di capire chi può permettersi certi piatti, ma “non sempre ci riusciamo”.
Guardia di Finanza? Nessuna denuncia ufficiale
Secondo alcuni presenti, i turisti avrebbero chiamato la Guardia di Finanza per segnalare il conto salato, ma al comando di Latina non risulta al momento nessuna denuncia. Anche il sindaco di Ponza, Franco Ambrosino, ha dichiarato di non essere stato informato della vicenda, sottolineando che non ha ricevuto segnalazioni ufficiali su prezzi eccessivi nei ristoranti dell’isola.









































