Dormire bene e con regolarità è uno dei pilastri fondamentali della salute. Un sonno di qualità aiuta a prevenire patologie croniche come il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e i disturbi neurodegenerativi, tra cui l’Alzheimer. Ma quanto influisce il modo in cui dormiamo sull’aspettativa di vita?
Una risposta arriva da un grande studio longitudinale condotto dal Vanderbilt University Medical Center negli Stati Uniti, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su JAMA Network Open. Lo studio ha coinvolto 47.000 persone tra i 40 e i 79 anni, monitorate per cinque anni, con un follow-up successivo di oltre un decennio.
Il sonno e la sua incidenza sulla mortalità
L’obiettivo della ricerca era analizzare come i cambiamenti nella durata del sonno influenzassero il rischio di morte prematura. I partecipanti sono stati suddivisi in base alla quantità media di sonno notturno:
- Meno di 7 ore: sonno breve
- Tra 7 e 9 ore: sonno considerato sano
- Più di 9 ore: sonno lungo
In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno identificato nove traiettorie del sonno (combinazioni di cambiamenti nella durata del sonno nel tempo). Solo una, denominata “traiettoria ottimale”, ha mostrato nessun aumento del rischio di mortalità: quella in cui i partecipanti hanno dormito costantemente tra le 7 e le 9 ore a notte per l’intera durata dello studio.
Un rischio maggiore del 29% con sonno irregolare
Le traiettorie subottimali – ovvero qualsiasi cambiamento rispetto al modello sano-sano – sono state associate a un rischio aumentato del 29% di mortalità per tutte le cause. Questo valeva anche per chi, ad esempio, è passato da un sonno insufficiente a uno sano: il corpo potrebbe non recuperare immediatamente gli effetti negativi di un periodo prolungato di sonno inadeguato.
“Anche modifiche apparentemente positive, come aumentare il numero di ore di sonno, non sono risultate sufficienti per annullare del tutto i rischi legati a un sonno inizialmente breve o lungo”, spiegano gli autori.
Le ore di sonno raccomandate
Le raccomandazioni ufficiali concordano con i risultati dello studio. Secondo l’American Academy of Sleep Medicine, la National Sleep Foundation e l’Istituto Superiore di Sanità in Italia, la durata ottimale del sonno per un adulto sano è di 7-9 ore per notte.
Tuttavia, in Italia circa un terzo della popolazione adulta dorme meno del necessario, esponendosi a un rischio maggiore di disturbi cognitivi, metabolici e cardiovascolari.
Le conseguenze del sonno insufficiente
Dormire poco o troppo può compromettere:
- Il metabolismo (aumento del rischio di obesità e diabete)
- La salute del cuore
- La funzione cerebrale e la memoria
- Il sistema immunitario
Lo studio del Vanderbilt University Medical Center evidenzia un messaggio chiaro: la qualità e la regolarità del sonno incidono direttamente sulla longevità. Dormire ogni notte tra sette e nove ore, evitando oscillazioni nel tempo, rappresenta una strategia efficace per vivere più a lungo e in salute.
Prendersi cura del proprio sonno significa investire nella prevenzione e nel benessere generale: non è mai troppo tardi per iniziare a dormire meglio.










































