Un pomeriggio di estrema violenza ha sconvolto la tranquillità di Cossombrato, un piccolo centro di circa 500 abitanti in provincia di Asti. Sabato 18 aprile 2026, un uomo di 59 anni ha compiuto un efferato duplice delitto, togliendo la vita alla sua ex coniuge e all’uomo con cui lei aveva intrapreso una nuova relazione. Il dramma si è concluso con il suicidio dell’aggressore, che si è lanciato nel vuoto da una fortificazione locale.
La dinamica della violenza nei campi
Secondo le prime ricostruzioni fornite dai Carabinieri, l’uomo non avrebbe accettato la fine del matrimonio, avvenuta dopo circa vent’anni di vita in Italia. Nonostante i ripetuti tentativi di riavvicinamento, la donna era rimasta ferma sulla sua decisione di voltare pagina. L’aggressore avrebbe sorpreso la coppia in un campo della zona, colpendoli mortalmente con una roncola, un attrezzo agricolo che utilizzava abitualmente per la sua attività lavorativa. I due corpi sono stati rinvenuti senza vita nell’area rurale poco dopo il massacro.
Il gesto estremo dal castello locale
Dopo aver compiuto il duplice omicidio, il 59enne si è diretto verso il castello del paese, di cui possedeva le chiavi in quanto impiegato come giardiniere della struttura. Una volta raggiunta la torre del maniero, l’uomo si è lanciato nel vuoto. L’impatto non gli ha lasciato scampo. I militari dell’Arma stanno conducendo le indagini per ricostruire gli ultimi istanti della strage, mentre l’intera comunità locale si interroga su una tragedia che sembra essere maturata in un contesto di ossessione e risentimento.



































