Martedì mattina è stato revocato lo stato di emergenza in quasi tutta la Spagna e il Portogallo, con l’eccezione della città di Valencia, dopo il massiccio blackout che lunedì ha lasciato al buio milioni di persone nella penisola iberica. Secondo la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione dell’elettricità (Entso-e), l’interruzione ha interessato anche alcune aree della Francia.
Il commissario europeo per l’energia Dan Jørgensen ha descritto l’incidente come “il più grave blackout europeo degli ultimi due decenni”, sottolineando la necessità di una risposta coordinata a livello continentale.
Reti interconnesse e un fragile equilibrio
Il guasto si è verificato poco dopo mezzogiorno di lunedì, generando un’ondata di allarmi in vari centri di controllo. Le reti elettriche di Spagna, Portogallo e Francia sono fortemente interconnesse, il che significa che un’anomalia in un punto della rete può rapidamente propagarsi altrove.
Come spiega Paul Cuffe, professore di ingegneria elettrica presso l’University College Dublin, la frequenza di rete deve rimanere stabile intorno ai 50 Hz. Qualsiasi squilibrio tra domanda e offerta può provocare una disconnessione automatica dei sistemi per prevenire danni più gravi.
Il complesso processo di ripartenza: il “black start”
Il ripristino della rete, noto come black start, richiede l’uso di impianti di produzione autonomi, come centrali idroelettriche o a gasolio, capaci di avviarsi senza energia esterna. Questi impianti riforniscono per primi i servizi essenziali – ospedali, centrali di comunicazione, infrastrutture di sicurezza – per poi procedere con una riattivazione graduale delle altre aree.
Secondo Eurelectric, l’associazione che rappresenta l’industria elettrica europea, è fondamentale mantenere un equilibrio quasi perfetto durante questa fase, per evitare ulteriori blackout.
Il ruolo delle energie rinnovabili
Una delle sfide più complesse è rappresentata dall’integrazione delle fonti rinnovabili. Nel 2024, la Spagna ha prodotto il 56% della sua energia da fonti rinnovabili, raggiungendo in aprile anche un picco del 100% per alcune ore. In Portogallo, martedì scorso, il 77% dell’energia proveniva da fonti verdi.
Tuttavia, queste fonti – in particolare solare ed eolico – rendono la rete più difficile da bilanciare per via della loro variabilità. Entso-e ha avvertito che, con l’arrivo del bel tempo, l’eccesso di produzione solare potrebbe complicare ulteriormente la stabilità della rete.
Indagini in corso e rischi futuri
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez e il premier portoghese Luís Montenegro hanno chiesto alla Commissione europea un’indagine indipendente. Un gruppo di esperti, con rappresentanti di Spagna, Portogallo e Francia, avrà sei mesi per identificare le cause del blackout e fornire raccomandazioni per evitarne altri.
Nel frattempo, il giudice Luis Calama della Corte nazionale spagnola ha aperto un’inchiesta preliminare per valutare l’ipotesi di un attacco informatico, anche se al momento non ci sono prove che lo confermino.









































