Un’intera porzione del ghiacciaio del Birch, nel Canton Vallese, si è staccata nel primo pomeriggio del 28 maggio 2025, travolgendo il villaggio di Blatten e seppellendolo sotto 9 milioni di tonnellate di fango, ghiaccio, terra e detriti. La catastrofe, avvenuta intorno alle ore 15:30, ha colpito duramente la zona montuosa della Loetschental, a circa 1.500 metri di altitudine.
Un paese inghiottito dalla montagna
Il crollo del ghiacciaio ha causato gravi danni a edifici e infrastrutture, rendendo inaccessibile metà dell’abitato. La massa precipitata ha inoltre ostruito il fiume Lonza, con il rischio di ulteriori conseguenze idrogeologiche. Al momento si conta un disperso, confermato dalle autorità cantonali in serata.
Fortunatamente, circa 300 abitanti erano stati evacuati nove giorni prima, il 19 maggio, in seguito al distacco di una cresta sopra il ghiacciaio del Birch, sul Kleinen Nesthorn. L’evacuazione preventiva ha probabilmente evitato una tragedia di proporzioni ancora più gravi.
La frana ha provocato anche un terremoto
L’enorme massa glaciale in caduta ha generato un terremoto di magnitudo 3.1 sulla scala Richter. Le immagini diffuse mostrano una nube di polvere e ghiaccio scendere a valle con forza devastante. La polizia ha isolato l’intera area, mentre il Canton Vallese ha chiesto l’intervento dell’esercito per gestire l’emergenza.
“Una catastrofe totale”: il dolore della comunità
Il sindaco di Blatten, Matthias Bellwald, ha parlato di “catastrofe totale”, ma ha promesso che si farà tutto il possibile per ricostruire un futuro per la comunità. Il consigliere di Stato del Vallese, Franz Ruppen, ha dichiarato che la frana ha superato ogni previsione. Anche la presidente della Confederazione elvetica, Karin Keller-Sutter, ha espresso solidarietà alla popolazione colpita, definendo “terribile” la perdita della propria casa.
Frane glaciali in aumento con il cambiamento climatico
Secondo i geologi, i “Bergstürze”, ossia i crolli delle montagne, stanno diventando sempre più frequenti in Svizzera dagli anni ’90, spesso con conseguenze tragiche. Il ritiro dei ghiacciai, accelerato dalla crisi climatica, rende instabili le pareti rocciose e i depositi glaciali, aumentando il rischio di frane improvvise.









































