Una cifra che si aggira intorno al milione di euro, un testamento che esclude il coinvolgimento economico del Vaticano, e un donatore ancora avvolto nel mistero. Sono questi gli ingredienti di uno dei casi più enigmatici legati alla figura di Papa Francesco, scomparso da poco, e che ha voluto lasciare anche in morte un segno di coerenza con il suo pontificato improntato a sobrietà e giustizia sociale.
L’indicazione testamentaria: nessun onere per il Vaticano
Nel documento ufficiale reso pubblico dalla Sala Stampa Vaticana, Papa Francesco ha espresso con chiarezza che le spese per la sepoltura non dovranno ricadere sulla Santa Sede. Il luogo scelto per il riposo eterno è la Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, uno dei templi mariani più amati dal Pontefice.
A occuparsi dell’organizzazione, Rolandas Makrickas, arciprete coadiutore della basilica, che però ha scelto il silenzio su ogni dettaglio legato alla donazione ricevuta per finanziare la tomba.
Le ipotesi sul benefattore: Berlusconi o la Spagna?
Secondo indiscrezioni raccolte da Affaritaliani.it, sarebbero due le figure di spicco dietro la generosa offerta:
- Silvio Berlusconi, l’ex premier scomparso nel 2023, avrebbe predisposto un lascito testamentario, affidato al figlio Piersilvio Berlusconi. L’ipotesi si rafforza alla luce del comportamento di Mediaset, che ha garantito una copertura ampia, discreta e rispettosa della figura papale durante le fasi più delicate della sua malattia. Lo stesso Piersilvio ha inviato una comunicazione interna ai dipendenti lodando l’approccio “sobrio, tempestivo e rigoroso” dell’informazione diffusa.
- In alternativa, la donazione potrebbe provenire dalla Casa Reale di Spagna, come segno tangibile della devozione del Paese alla Chiesa Cattolica e alla figura di Maria. Il gesto, voluto dal Re Felipe VI e dalla Regina Letizia, sarebbe anche un omaggio personale alla spiritualità del Papa.
Tutto nascosto in un conto bancario
Il denaro è stato accreditato su un conto corrente della Banca Popolare di Sondrio, intestato al Capitolo della Basilica di Santa Maria Maggiore. La causale della transazione è quella generica utilizzata da qualsiasi donatore: “Donazione Basilica Papale di Santa Maria Maggiore”. Nessun nome, nessun riferimento speciale, nessuna conferma ufficiale.
A oggi, l’identità del benefattore rimane ignota. Ma un punto è certo: Papa Francesco ha voluto che le sue esequie non pesassero sulle casse vaticane, coerentemente con la sua visione di una Chiesa povera per i poveri. E mentre il mondo continua a interrogarsi su chi abbia fatto questo ultimo, grande gesto, il mistero contribuisce ad amplificare il rispetto e la devozione verso un Pontefice che ha sempre messo la sobrietà al centro del suo ministero.









































