È stato fermato sull’isola greca di Skiathos il 46enne cittadino americano Rexal Ford, ricercato per il presunto omicidio di una bambina di otto mesi, trovata senza vita il 7 giugno a Villa Doria Pamphili, a Roma. Il suo corpo era stato scoperto a pochi metri di distanza da quello della madre, una donna sui trent’anni ancora non identificata.
L’uomo aveva tentato di confondersi tra i turisti ma è stato tradito dal segnale del suo cellulare. Grazie alla localizzazione delle celle telefoniche, le autorità italiane, con il supporto della polizia greca, dell’Interpol e dell’FBI, sono riuscite a bloccarlo prima di una possibile nuova fuga.
Gli indizi che hanno condotto al fermo
Secondo quanto riferito dalla Procura di Roma, sono emersi “robusti indizi di colpevolezza” a carico di Ford. Il mandato d’arresto europeo è stato convalidato ed eseguito dalle autorità greche. Durante l’indagine, avviata senza alcun punto di partenza certo, è stata fondamentale la collaborazione tra enti internazionali e la segnalazione di un telespettatore alla trasmissione “Chi l’ha visto?”.
La testimonianza chiave si riferisce a un episodio avvenuto l’11 giugno: una lite violenta in una piazza romana, durante la quale un uomo, visibilmente alterato, strattonava una giovane madre con in braccio una bambina. L’uomo è stato identificato dalla polizia in quell’occasione come Rexal Ford.
Villa Pamphili, le condizioni dei corpi
La bambina sarebbe morta per strangolamento, secondo i primi esami medico-legali. Sul corpo sono state rilevate lesioni al collo, alla nuca e contusioni multiple. Il corpo della madre, invece, era nascosto sotto un cespuglio di oleandri e non presentava segni evidenti di violenza. Non si esclude però la morte in conseguenza di altro reato, come l’omissione di soccorso o l’avvelenamento.
Ford avrebbe cercato di occultare entrambi i cadaveri prima di lasciare il Paese. La sua partenza da Roma risale all’11 giugno, con un volo Ryanair da Fiumicino verso la Grecia.
La rete investigativa internazionale
L’indagine, definita “estremamente difficile” dal procuratore Francesco Lo Voi, ha beneficiato del lavoro congiunto della Squadra Mobile di Roma, dello SCO, dell’Interpol, dell’FBI e delle forze di polizia elleniche. La rapida cooperazione ha permesso di localizzare Ford in sei giorni, evitando una fuga ulteriore verso altre isole greche.
In attesa dell’estradizione
Al momento, Rexal Ford è in stato di fermo in Grecia, in attesa dell’avvio della procedura di estradizione in Italia, che potrebbe avvenire entro 25 giorni. Contro di lui pende l’accusa di omicidio aggravato e soppressione di cadavere.









































