Nuova tragedia in montagna a Cogne, dove uno scalatore inglese di circa 60 anni ha perso la vita alle cascate di Lillaz, una delle mete più frequentate per l’arrampicata su ghiaccio. L’uomo sarebbe rimasto incastrato nell’acqua gelida che scorre sotto una lastra di ghiaccio, senza riuscire più a liberarsi.
Errore durante la discesa lungo la cascata
Secondo una prima ricostruzione, la vittima si trovava nella fase di discesa in corda doppia quando avrebbe commesso un errore tecnico. In condizioni di scarsa visibilità, probabilmente al buio, sarebbe entrato per sbaglio in una fessura a metà cascata, finendo nell’acqua che scorre sotto il ghiaccio. L’uomo si sarebbe incastrato diversi metri più in basso, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di uscita autonoma.
Recupero complesso con l’elicottero
L’allarme ha fatto scattare l’intervento del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili, a causa della conformazione della cascata e delle condizioni ambientali. I tecnici hanno utilizzato l’elicottero, fissando al verricello le stesse corde usate dallo scalatore, con operatori posizionati sia in parete sia a monte. La salma è stata infine trasportata ad Aosta.
Arrampicata su ghiaccio, disciplina in crescita tra passione e pericoli estremi
L’episodio avvenuto alle cascate di Lillaz riporta al centro dell’attenzione i rischi dell’arrampicata su ghiaccio, uno sport sempre più diffuso ma che presenta criticità elevate, soprattutto nei momenti più delicati come la fase di discesa. Si tratta di una disciplina che richiede altissima preparazione tecnica, esperienza e una costante valutazione delle condizioni ambientali.
Il Soccorso Alpino e le autorità ribadiscono l’importanza di massima prudenza, di una preparazione adeguata e di una valutazione attenta dello stato del ghiaccio, con particolare attenzione alle manovre di discesa, spesso le più insidiose.









































