Un 69enne veneziano è stato condannato a 5 anni e 11 mesi per mutilazione fraudolenta della propria persona, dopo aver tagliato volontariamente un braccio con l’obiettivo di frodare l’assicurazione. A ricostruire l’inquietante vicenda sono stati gli inquirenti, che hanno confermato la natura preordinata e artificiosa dell’autolesione.
L’arresto è stato effettuato il 14 novembre dai carabinieri di Marghera, che hanno trasferito l’uomo nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia, dove sconterà la condanna.
Un passato costellato di truffe e reati finanziari
Il 69enne aveva alle spalle diversi precedenti che lo rendevano già noto alle autorità. Negli anni si era infatti reso protagonista di diversi episodi di truffa e irregolarità finanziarie, mostrando una chiara propensione a ingannare assicurazioni e privati per ottenere vantaggi economici. Questo percorso giudiziario, costellato di illeciti, tratteggiava un profilo già abituato a muoversi nell’illegalità in continuità con quanto emerso nell’ultima vicenda.
Un caso estremo di frode assicurativa
La vicenda riaccende l’attenzione su un fenomeno che, pur raro nei suoi episodi più estremi, continua a rappresentare un problema per il sistema assicurativo italiano. L’atto di mutilarsi per ottenere un risarcimento rientra tra le condotte più gravi previste dal codice penale, con pene particolarmente severe proprio per la pericolosità e la premeditazione che caratterizzano tali gesti.







































