L’Mpox, noto anche come vaiolo delle scimmie, continua a rappresentare una minaccia sanitaria globale. A lanciare il nuovo allarme internazionale è l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che segnala un preoccupante aumento dei casi a livello mondiale e la presenza di trasmissioni non rilevate in Paesi extra-africani.
“Nonostante i progressi nella risposta, l’Mpox continua a essere una emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale (PHEIC)”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. Il virus, secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, è ancora diffuso in diversi territori e potrebbe circolare senza sintomi evidenti o diagnosi tempestive, rendendo più difficile il contenimento.
Nuovo caso in Italia: giovane ricoverato a Perugia
L’Italia è coinvolta direttamente da questa nuova fase di allerta. Un giovane paziente è stato recentemente ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Perugia, dopo essere risultato positivo al virus. Il caso è stato identificato a Terni e al momento le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la catena di contagio. L’origine dell’infezione, tuttavia, resta sconosciuta.
Cos’è l’Mpox e perché preoccupa l’OMS
Il virus Mpox appartiene al gruppo degli Orthopoxvirus, come il vaiolo umano. Si manifesta con lesioni cutanee, febbre, malessere generale e può avere un decorso severo. La trasmissione avviene tramite contatto diretto, rapporti sessuali o anche per via respiratoria in ambienti chiusi e non ventilati.
Originariamente identificato in scimmie da laboratorio in Danimarca, il primo caso umano fu rilevato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo. Per ridurre lo stigma e le errate associazioni con il mondo animale, nel 2022 l’OMS ha scelto di rinominare la malattia da “vaiolo delle scimmie” a Mpox.
Variante più aggressiva e casi in forte crescita
La situazione è particolarmente critica in Africa centrale e orientale, dove è emersa una variante più letale e trasmissibile. Secondo i dati dell’OMS, la malattia ha già provocato oltre 450 decessi nel continente africano. In queste aree, la capacità di contenimento è limitata, e il rischio di diffusione globale è alto.
Le nuove linee guida dell’OMS su gestione e prevenzione
L’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato nuove raccomandazioni cliniche per gestire i casi di Mpox, aggiornando le indicazioni emesse nel 2022. Le linee guida includono protocolli per l’assistenza a domicilio, in comunità e in ambito ospedaliero, e puntano a standardizzare le misure di prevenzione e controllo delle infezioni.
Chi è più a rischio?
Sebbene chiunque possa contrarre l’Mpox, l’OMS specifica che il rischio maggiore riguarda le persone a stretto contatto con soggetti infetti, in particolare durante rapporti sessuali. Anche familiari e operatori sanitari sono potenzialmente esposti. La mortalità stimata si aggira intorno al 4%, ma varia in base alla variante e alle condizioni cliniche del paziente.
Vaccinazioni e strategie di contenimento
La vaccinazione è disponibile, ma limitata a categorie a rischio: soggetti vulnerabili, operatori sanitari e contatti stretti di casi accertati. Le autorità internazionali sottolineano l’importanza della sorveglianza attiva, della comunicazione pubblica efficace e dell’accesso rapido alla diagnosi per contenere la diffusione del virus.
Mpox: cosa sapere
- Cosa è: malattia virale simile al vaiolo
- Come si trasmette: contatto pelle a pelle, rapporti sessuali, droplets respiratori
- Sintomi: febbre, dolori, lesioni cutanee
- Letalità stimata: circa 4%
- Vaccino: disponibile per soggetti a rischio









































