Una lieve scossa di terremoto magnitudo 2.9 è stata registrata nella tarda mattinata del 26 maggio 2026 al largo della costa sudorientale della Calabria.
Secondo i dati ufficiali, l’epicentro è stato localizzato in mare. L’ipocentro del movimento tellurico è stato invece individuato a una profondità di circa 41 chilometri sotto il fondale marino.
Scossa in mare al largo del Reggino
Il terremoto ha interessato lo specchio d’acqua della costa ionica calabrese meridionale, una delle aree considerate più attive dal punto di vista sismico nel Mediterraneo centrale.
La profondità relativamente elevata del sisma potrebbe aver limitato la percezione della scossa in superficie. Al momento non si segnalano danni a persone o strutture.
La dinamica tettonica della Calabria
L’area tra Calabria e Stretto di Messina è caratterizzata da una complessa attività geologica legata allo scontro tra la placca africana e quella euroasiatica.
In questa zona la crosta ionica scivola progressivamente sotto l’Arco Calabro attraverso il fenomeno della subduzione, generando tensioni che periodicamente si rilasciano sotto forma di terremoti.
La profondità di 41 chilometri registrata per il sisma odierno rappresenta un elemento tipico dei terremoti legati a questo sistema geodinamico.
Terremoti profondi e propagazione delle onde sismiche
I terremoti profondi tendono generalmente ad avere una propagazione più ampia delle onde sismiche, pur risultando meno distruttivi rispetto agli eventi superficiali.
Per questo motivo, anche scosse di lieve entità possono essere registrate in un’area geografica relativamente vasta senza però causare effetti significativi al suolo.
Sebbene il terremoto registrato oggi sia di lieve intensità e non desti particolare preoccupazione, conferma la costante attività delle faglie presenti nell’area dello Stretto.



































