Scatta da mercoledì 15 aprile una nuova ondata di aumenti sul prezzo delle sigarette, con rincari che arrivano fino a 30 centesimi a pacchetto. La misura è stata ufficializzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha pubblicato la tabella aggiornata con le nuove accise.
Si tratta della quarta tranche di rincari dall’inizio del 2026, con un incremento mensile che ha coinvolto progressivamente diverse marche di prodotti da fumo.
Quali prodotti aumentano e di quanto
I nuovi aumenti riguardano principalmente sigarette e tabacco trinciato, mentre restano esclusi, almeno in questa fase, sigari e sigaretti. Tra i marchi interessati figurano JPS, Peter Stuyvesant, Gauloises, Davidoff e West.
Gli incrementi derivano dall’aumento delle accise sul tabacco, che variano da circa 5 a 15 euro al chilo. Tradotto sul prezzo finale:
- aumento minimo di circa 10 centesimi a pacchetto
- aumento massimo fino a 30 centesimi
Nessuna delle marche coinvolte scenderà sotto i 5,20 euro a pacchetto, mentre per alcuni prodotti premium si arriva fino a 6,80 euro, come nel caso di alcune varianti di Davidoff.
Aumenti anche per il tabacco trinciato
Non solo sigarette: i rincari colpiscono anche il tabacco trinciato per sigarette, con marchi come Horizon e Golden Virginia inclusi nella nuova revisione dei prezzi.
In questo caso, gli aumenti risultano più evidenti a causa del peso delle confezioni:
- accise in crescita tra 12,50 e 20 euro al chilo
- rincaro fino a 60 centesimi per confezione da 30 grammi
I prezzi finali oscillano tra circa 7,80 euro e 11 euro, a seconda del formato e della marca.
Una strategia di aumenti progressivi
Quella del 15 aprile è solo l’ultima fase di una strategia di incrementi graduali delle accise, già avviata nei mesi precedenti. In precedenza, gli aumenti avevano interessato marchi molto diffusi come Marlboro, Camel, Winston e Philip Morris.
L’obiettivo resta quello di adeguare la fiscalità sul tabacco, con effetti diretti sui consumatori e sul costo finale dei prodotti.



































