Nel pomeriggio di giovedì 10 luglio 2025 si è verificata una violenta rivolta nel carcere di Rieti, dove un gruppo di detenuti ha appiccato il fuoco alla sala ricreativa dell’istituto. Le fiamme hanno rapidamente generato un denso fumo che ha invaso diverse sezioni, rendendole inagibili e aggravando la situazione già critica della struttura.
A farne le spese sono stati sei agenti della polizia penitenziaria: cinque sono rimasti intossicati dal fumo, mentre un sesto è stato aggredito e colpito con una testata da uno dei detenuti coinvolti nella rivolta.
Una struttura al collasso: sovraffollamento e carenza di personale
La situazione all’interno dell’istituto è da tempo al limite. Secondo i dati diffusi dal sindacato Fns Cisl Lazio, nel carcere di Rieti sono recluse 493 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 295 detenuti. Il sovraffollamento, unito a una carenza del 32% di personale penitenziario, rende sempre più difficile gestire la sicurezza e garantire condizioni di vita dignitose per tutti.
La Fns Cisl Lazio denuncia come l’attuale contesto lavorativo comprometta sia la sicurezza degli agenti che il percorso rieducativo dei detenuti. La mancanza di personale e spazi adeguati renderebbe impossibile mantenere standard costituzionali minimi, con il rischio concreto che episodi come quello di oggi possano ripetersi.









































