È stata intercettata al largo delle coste egiziane l’imbarcazione a vela Madleen, appartenente alla Freedom Flotilla Coalition, mentre tentava di raggiungere la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari. A bordo, una presenza d’eccezione: Greta Thunberg, simbolo della lotta contro il cambiamento climatico, insieme a altri undici volontari, tra cui l’eurodeputata Rima Hassan.
La nave, lunga 18 metri, trasportava forniture mediche, latte in polvere e beni essenziali destinati alla popolazione civile, sotto assedio dal blocco navale imposto da Israele nell’ottobre 2023.
Israele: “Bloccare la nave era necessario”
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno fermato la Madleen in base all’ordine diretto del ministro della Difesa Yoav Gallant, che ha giustificato l’operazione con la necessità di impedire la possibile infiltrazione di materiali destinati ad Hamas. Lo stesso Gallant ha attaccato pubblicamente Greta Thunberg, definendola “antisemita”, sottolineando che la presenza di figure pubbliche a bordo ha un “chiaro obiettivo politico”.
Il governo israeliano ha dichiarato che la nave sarà portata in un porto israeliano e che tutti i passeggeri saranno rimpatriati senza ulteriori conseguenze.
La reazione della Freedom Flotilla: “È un sequestro”
La Freedom Flotilla Coalition ha denunciato il blocco come un atto di pirateria, sostenendo che la missione rispettava il diritto internazionale e che l’interruzione delle comunicazioni rappresenta una violazione grave. L’organizzazione accusa Tel Aviv di voler criminalizzare la solidarietà internazionale e ostacolare l’accesso umanitario a Gaza.
Attivisti obbligati a vedere video delle violenze di Hamas
Nel frattempo, il ministro Israel Katz ha ordinato la proiezione di video delle atrocità del 7 ottobre 2023 agli attivisti a bordo, come forma di “rivelazione” della realtà di Hamas. Una mossa che ha suscitato forti polemiche, con l’accusa di voler strumentalizzare il dolore delle vittime per delegittimare l’azione pacifica degli attivisti.
Oltre 200 eurodeputati a sostegno della missione
L’iniziativa umanitaria aveva ottenuto il supporto formale di più di 200 membri del Parlamento Europeo, che avevano firmato un appello per consentire alla nave di transitare in sicurezza. Prima della partenza, Rima Hassan aveva dichiarato: “Non abbiamo armi. Portiamo solo aiuti. Ma non ci fermeremo”.
Un precedente che riapre vecchie ferite
Il caso della Madleen riporta alla memoria l’assalto del 2010 alla nave Mavi Marmara, che si concluse con dieci attivisti uccisi e numerosi feriti. Da allora, tutte le spedizioni simili verso Gaza sono state sistematicamente fermate.
Gaza: civili uccisi mentre attendevano aiuti
Nel frattempo, la situazione nella Striscia continua a peggiorare. Secondo fonti locali, almeno cinque civili sono stati uccisi mentre si trovavano in fila presso un centro di distribuzione gestito da una ONG. L’esercito israeliano ha riferito di aver aperto il fuoco per ragioni di sicurezza, mentre le ONG parlano di una strage di innocenti.









































