È finito in tragedia un tentato furto in provincia di Arezzo nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 febbraio. Un uomo di 46 anni, di origini straniere e residente nel Lazio, è morto per dissanguamento mentre cercava di fuggire insieme ad altri due complici, attualmente ricercati dalle forze dell’ordine.
Il colpo nella villetta bifamiliare
L’episodio è avvenuto in località Policiano a Gorello, nell’Aretino. Secondo le prime ricostruzioni, tre persone si sarebbero introdotte in una villetta bifamiliare forando con un trapano un infisso in legno sul retro dell’abitazione, all’altezza del pomello, riuscendo così ad aprire la porta.
A far scattare l’allarme sarebbe stato il sistema di sicurezza collegato all’abitazione di un familiare del proprietario. Un uomo di 76 anni, insieme al figlio, è uscito per verificare la situazione.
Gli spari intimidatori e la fuga
Alla vista dei proprietari, i ladri si sono dati alla fuga. Il 76enne ha esploso due colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio, utilizzando un’arma regolarmente detenuta, e ha immediatamente contattato il 112.
Quando sono stati esplosi gli spari, i malviventi si trovavano già a distanza dall’abitazione.
La morte durante la fuga
Nel tentativo di scavalcare una recinzione anti-cinghiali posta sul retro della proprietà, uno dei tre è rimasto gravemente ferito contro un paletto metallico. L’impatto avrebbe provocato la recisione dell’arteria femorale, causando una massiccia emorragia.
L’uomo sarebbe riuscito a percorrere ancora alcuni metri prima di accasciarsi a terra. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e i sanitari del 118, ma per lui non c’è stato nulla da fare.
La salma è stata trasferita all’ospedale di Arezzo per l’autopsia, mentre le indagini, proseguono per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e individuare i due complici ancora in fuga.
Indagini in corso
Nella mattinata successiva i militari sono tornati sul luogo del tentato furto per ulteriori rilievi, anche con il supporto delle verifiche tecniche sull’area esterna dell’abitazione.
Al centro dell’inchiesta restano le modalità del tentato colpo, la dinamica della fuga e le responsabilità dei complici, tuttora ricercati nell’Aretino.









































