Un forte terremoto di magnitudo 6.3 è stato registrato nella mattinata del 13 gennaio 2026, alle 08:34 ora italiana (18:34 ora locale), al largo delle Isole Curili, in una delle zone più sismicamente attive al mondo.
L’epicentro è stato individuato a una profondità di 46 chilometri, in un’area compresa tra le Isole Curili e il Mar di Okhotsk, nello scenario geopolitico delicato che separa la penisola russa della Kamchatka e l’isola giapponese di Hokkaido.
Una zona ad alto rischio sismico
Questa regione si trova lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una fascia geologica che ospita il 90% dei terremoti mondiali. Qui è in atto un intenso processo di subduzione tettonica: la Placca Pacifica si immerge sotto la Placca di Okhotsk a una velocità stimata di circa 8 centimetri all’anno. Questa dinamica accumula grandi quantità di energia, che si rilasciano improvvisamente dando origine a terremoti di forte intensità e potenziali tsunami.
Nessun allarme tsunami attivato
Nonostante la forza dell’evento, al momento non risulta emessa alcuna allerta tsunami, ma la zona resta sotto osservazione. Si tratta comunque di un’area scarsamente abitata, il che riduce il rischio per le popolazioni locali, pur trattandosi di un evento significativo.








































