Un medico di 51 anni, originario di Brindisi, è stato fermato con l’accusa di aver compiuto sevizie su gatti randagi. Secondo quanto emerso dalle indagini, tra il 2023 e il 2025 avrebbe ucciso almeno tre gatti e tentato di sopprimerne altri cinque. Gli investigatori parlano di una crudeltà reiterata e documentata.
Determinanti per l’inchiesta sarebbero state le immagini di videosorveglianza installate per monitorare le colonie feline cittadine: i filmati avrebbero ricostruito gli spostamenti dell’uomo e le sue presunte azioni nei pressi delle aree frequentate dagli animali.
Sequestrati gabbia trappola, bastone e altri strumenti
Durante la perquisizione domiciliare, la polizia ha sequestrato una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino, ritenuti strumenti utilizzati per catturare e colpire i felini. All’interno della gabbia e dell’automobile dell’indagato, così come sul bastone, sarebbero state trovate tracce di sangue e peli riconducibili a gatti.
Gli accertamenti tecnici sono in corso per confermare la compatibilità biologica dei reperti e rafforzare il quadro probatorio.
Indagini sulle colonie feline
L’attività investigativa si è concentrata in particolare sulle colonie feline di Brindisi, oggetto di controlli mirati proprio a seguito delle segnalazioni di episodi sospetti e ritrovamenti di animali feriti o morti.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la posizione dell’uomo è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.









































