Dramma a Verona, dove una donna di 57 anni è stata trovata morta in un appartamento completamente invaso da oggetti accumulati, in quello che appare come un caso estremo di disposofobia, il disturbo da accumulo compulsivo.
La scoperta choc nell’appartamento
Per raggiungere il corpo della vittima, i soccorritori hanno dovuto aprire un varco tra scatoloni, sacchetti e oggetti accatastati fino al soffitto. L’abitazione, situata nel centro della città, era diventata un vero e proprio deposito invivibile, con spazi quasi completamente ostruiti.
A lanciare l’allarme è stato il compagno della donna, preoccupato per il suo mancato rientro. L’appartamento in cui è stata ritrovata non era la sua residenza principale, ma un luogo utilizzato per conservare gli acquisti accumulati nel tempo.
Ipotesi sulla morte: possibile soffocamento
Le cause del decesso sono ancora in fase di accertamento, ma tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un soffocamento accidentale. La donna potrebbe essere rimasta intrappolata sotto il peso degli oggetti, forse a causa di un crollo improvviso delle pile di scatoloni, senza riuscire a liberarsi o a chiedere aiuto.
L’intervento di carabinieri e vigili del fuoco, è stato reso particolarmente complesso dalle condizioni dell’abitazione.
Indagini in corso
Le autorità stanno lavorando per ricostruire la dinamica esatta dell’incidente e stabilire con precisione il momento del decesso. Gli investigatori non escludono alcuna pista, anche se al momento prevale l’ipotesi dell’incidente domestico legato alle condizioni dell’ambiente.
Cos’è la disposofobia
Il caso riporta l’attenzione sulla disposofobia, nota anche come disturbo da accumulo compulsivo. Si tratta di una condizione psicologica caratterizzata dalla difficoltà persistente a disfarsi degli oggetti, anche quando inutili o privi di valore.
Chi ne soffre tende ad accumulare beni in modo progressivo, spesso per gestire ansia, stress o vuoti emotivi. Nel tempo, questo comportamento può trasformare la casa in un ambiente pericoloso e insalubre, con gravi rischi per la sicurezza e la salute.
La disposofobia è oggi riconosciuta come un disturbo specifico, distinto ma correlato al disturbo ossessivo-compulsivo, e può richiedere interventi psicologici e supporto sociale per essere affrontata efficacemente.



































