Ancora sangue negli Stati Uniti, dove una sparatoria durante una partita di hockey giovanile ha provocato tre morti e tre feriti in condizioni critiche. L’attacco è avvenuto in un’arena sportiva mentre era in corso un incontro con giovani atleti in campo e numerosi spettatori sugli spalti.
Tra le vittime figura anche l’uomo che ha aperto il fuoco e che, dopo aver colpito alcuni presenti, si è tolto la vita.
Attacco mirato sugli spalti
Secondo quanto riferito dalle autorità locali, si sarebbe trattato di un atto mirato legato a una disputa familiare. L’aggressore, parente di uno dei ragazzi impegnati nella partita, si sarebbe inizialmente seduto tra il pubblico per poi spostarsi nelle prime file e aprire il fuoco contro quattro membri della propria famiglia e un loro conoscente.
La scena è stata in parte trasmessa in diretta streaming: nel video si sentono numerosi colpi esplosi in rapida successione, seguiti da un ultimo sparo isolato, quello con cui l’uomo si è suicidato.
Il bilancio delle vittime
Il bilancio è di tre morti, compreso l’assalitore, e tre feriti ricoverati in gravi condizioni. Tra le persone decedute figurano stretti familiari dell’uomo, uno dei quali è morto dopo il trasporto in ospedale.
Secondo quanto emerso nelle ore successive, l’aggressore avrebbe sofferto di disturbi psichici, elemento ora al vaglio degli investigatori.
L’intervento di uno spettatore
Un dettaglio importante riguarda l’intervento di uno spettatore presente sugli spalti, che si sarebbe scagliato contro l’uomo nel tentativo di disarmarlo, contribuendo a interrompere la sequenza di fuoco e a limitare ulteriori vittime.
Indagini in corso
Le autorità hanno escluso al momento la matrice terroristica e stanno proseguendo con l’analisi dei filmati e con l’ascolto dei testimoni per chiarire ogni aspetto della dinamica.
L’episodio riaccende il dibattito sulla violenza armata negli Stati Uniti e sulla sicurezza nei luoghi pubblici, soprattutto in contesti frequentati da famiglie e giovani.








































