Il bonus Carta del docente 2025 subirà modifiche importanti. Secondo le ultime indiscrezioni, l’importo non sarà più di 500 euro per ciascun insegnante, a causa dell’ampliamento della platea dei beneficiari, che includerà anche i docenti precari con incarichi fino al 30 giugno e il personale educativo.
Sebbene le risorse complessive siano in aumento, attualmente fissate a 400 milioni di euro, la somma individuale potrebbe subire un taglio di almeno 100 euro, come anticipato da fonti sindacali.
Attivazione in ritardo: la Carta sarà disponibile solo nel 2025
Per la prima volta, la Carta del docente non è attiva a novembre. Tradizionalmente, il bonus viene erogato tra settembre e ottobre, ma quest’anno bisognerà attendere un decreto interministeriale per stabilire l’elenco ufficiale dei beneficiari.
La piattaforma online sul sito del Ministero dell’Istruzione risulta ancora inaccessibile.
Come cambia la Carta docente: nuovi utilizzi e restrizioni
La Carta del docente 2025 si potrà utilizzare non solo per corsi di aggiornamento, libri, software o strumenti digitali, ma anche per acquistare biglietti di treni e aerei, oltre che abbonamenti ai trasporti pubblici.
Tuttavia, l’utilizzo per i trasporti dovrà essere riconducibile a esigenze formative e non sarà consentito per viaggi di svago. Il Ministero dovrà chiarire i criteri per evitare abusi, tramite una regolamentazione più rigida.
Inoltre, è stata introdotta una limitazione all’acquisto di hardware: sarà possibile comprare tablet, computer e altri dispositivi tecnologici solo ogni quattro anni. Quindi chi userà il bonus 2025 per acquistare un dispositivo, potrà farlo nuovamente solo nel 2029.
Chi ha diritto alla Carta docente nel 2025
Con l’approvazione del nuovo Decreto Scuola, la platea dei beneficiari si allarga. Oltre ai docenti di ruolo e a quelli con supplenze al 31 agosto, da quest’anno ne avranno diritto anche:
- Supplenti fino al 30 giugno
- Personale educativo (come educatori nei convitti o nelle scuole dell’infanzia)
Questa estensione, pur rappresentando un passo avanti verso l’equità, impone una riduzione dell’importo individuale per evitare lo sforamento del budget complessivo.










































