Una scossa di magnitudo 8.8 ha colpito il Pacifico settentrionale, con epicentro al largo della penisola russa della Kamchatka, a 119 km da Petropavlovsk-Kamchatsky. Il sisma, registrato alle 01:24 italiane del 30 luglio, è stato classificato tra i più intensi degli ultimi decenni, secondo solo al catastrofico terremoto del Giappone del 2011.
La potenza della scossa ha generato un’allerta tsunami estesa a decine di Paesi, da tutta la fascia pacifica dell’Asia fino all’Oceania, passando per il continente americano. Il Pacific Tsunami Warning Center ha confermato il rischio concreto di onde anomale, alcune delle quali sono già state registrate.
Russia: evacuazioni nelle Curili e danni a Petropavlovsk
In Russia, la città di Petropavlovsk-Kamchatsky ha subito danni strutturali, blackout e interruzioni telefoniche, mentre nella zona delle Isole Curili le autorità hanno evacuato completamente la città portuale di Severo-Kurilsk, colpita da onde che hanno causato allagamenti e crolli.
Secondo il sindaco Alexander Ovsyannikov, “tutti sono stati evacuati in tempo utile grazie all’allarme precoce”. Non si registrano vittime al momento, ma il pericolo non è ancora passato: le autorità russe temono nuove repliche forti, fino a magnitudo 7.5.
Allerta tsunami: milioni evacuati da Asia alle Americhe
La scossa ha attivato una catena di misure di emergenza e piani di evacuazione in mezzo Pacifico:
- Giappone: onde alte 50 cm rilevate a Ishinomaki. Evacuate oltre 900.000 persone lungo la costa orientale. Aeroporto di Sendai chiuso, treni sospesi.
- Hawaii: stato di emergenza. Sirene attivate e evacuazioni lungo tutte le zone costiere. Traffico bloccato nell’ora di punta.
- Stati Uniti e Canada: allerta lungo la costa ovest da California a British Columbia, con onde previste fino a 60 cm.
- Messico, Perù, Ecuador: diramate allerte per tutte le regioni affacciate sul Pacifico, in particolare le Isole Galapagos.
- Cina: allarme giallo su Shanghai, già colpita da un ciclone tropicale in arrivo a Zhoushan.
- Nuova Zelanda: allerta per forti correnti e onde imprevedibili anche a 9.600 km di distanza.
- Filippine e Polinesia francese: evacuazioni precauzionali e onde previste tra 1 e 3 metri.
Impatto globale: trasporti bloccati e scuole chiuse
Nonostante l’intensità dell’evento, le prime onde di tsunami non sembrano aver provocato distruzioni estreme, ma il caos logistico è globale: voli sospesi, scuole chiuse, trasporti via mare e treni bloccati. In molte aree costiere del Pacifico si teme l’arrivo di nuove onde nelle prossime ore.
Le repliche possono durare settimane
Secondo il Servizio geofisico russo, il sisma è stato causato dal movimento lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, la zona sismica più attiva del pianeta. Gli esperti avvertono che le scosse di assestamento potrebbero durare per settimane, e alcune potrebbero raggiungere magnitudo superiore a 7.








































