Una scoperta agghiacciante ha sconvolto la quiete apparente di Sant’Angelo a Lecore, frazione di Campi Bisenzio, alle porte di Firenze. Il corpo mummificato di un ragazzo di 32 anni, è stato ritrovato all’interno di un baule nascosto nella sua abitazione di famiglia, dove viveva con la madre e due fratelli. Il cadavere era avvolto in coperte e sigillato in una stanza chiusa con del nastro adesivo. Sul baule, erano state poggiate alcune pigne, in quella che sembra una sepoltura domestica improvvisata.
Un intervento di soccorso ha svelato la verità
La vicenda è emersa venerdì 12 dicembre, quando gli agenti della polizia locale di Campi Bisenzio, sono intervenuti per soccorrere l’anziana madre, ritrovata in gravi condizioni di denutrizione. Portata d’urgenza in ospedale, la donna è ora ricoverata e sottoposta a cure mediche. Durante l’intervento, gli agenti hanno notato l’assenza di uno dei figli, fatto che ha insospettito le autorità.
Il giorno seguente, gli agenti sono tornati nell’abitazione insieme ai servizi sociali, e, dopo un lungo interrogatorio, i due fratelli – una donna di 46 anni e un uomo di 38 – hanno indicato il baule dove si trovava il corpo del fratello.
Una famiglia isolata e invisibile
Secondo quanto emerso dalle indagini, la famiglia viveva in totale isolamento. Dopo la morte del padre, l’unica fonte di reddito era la pensione dell’anziana madre, e l’intero nucleo familiare non risultava seguito dai servizi sociali, né aveva mai richiesto supporto.
Chi vive nel quartiere della famiglia, un’area tranquilla fatta di villette e piccoli condomini, racconta una situazione di chiusura e solitudine estrema. Alcuni residenti affermano di non aver mai visto i componenti della famiglia, mentre altri ricordano solo sporadiche uscite della sorella per fare la spesa. Nessuno però si era reso conto della drammatica realtà vissuta all’interno di quelle mura.
Gli interrogativi degli inquirenti
Al momento, non risultano segni evidenti di violenza sul cadavere, ma è stata disposta l’autopsia presso l’ospedale di Careggi per chiarire le cause del decesso. I due fratelli sono stati interrogati e, vista la loro evidente fragilità psichica, sono stati trasferiti in una struttura residenziale protetta. Anche la madre sarà ascoltata, non appena le sue condizioni lo permetteranno.
Un dramma silenzioso che nessuno ha visto
Il caso solleva domande inquietanti: com’è possibile che per quasi due anni nessuno abbia notato nulla? Com’è stato possibile ignorare un disagio così profondo, a pochi metri da case abitate e famiglie presenti?
Dal Comune fanno sapere che non c’erano segnalazioni precedenti, né la famiglia risultava presa in carico dai servizi sociali. Solo nei giorni precedenti al ritrovamento sono arrivate segnalazioni sospette, che hanno portato all’intervento risolutivo.
Ora spetta alla magistratura fare piena luce su una vicenda che ha mostrato, ancora una volta, come l’isolamento sociale possa trasformarsi in tragedia, passando inosservato anche in contesti urbani apparentemente sereni.










































