Dal 7 aprile 2026 entrano in vigore nuovi obblighi per i datori di lavoro sullo smart working, con conseguenze severe per chi non si adegua. Le aziende che non forniranno ai dipendenti in lavoro agile e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) la informativa scritta sui rischi del lavoro da remoto rischiano arresto fino a quattro mesi o multe fino a 7.403,96 euro.
Una svolta normativa che rafforza la sicurezza sul lavoro anche fuori dall’ufficio, trasformando un obbligo già esistente in una misura concretamente sanzionabile.
Un obbligo già previsto ma ora punibile
L’obbligo di informare i lavoratori in smart working non è una novità assoluta. Era già previsto dalla normativa vigente, ma con la nuova legge , diventa finalmente vincolante e soggetto a sanzioni.
In pratica, ciò che prima era spesso ignorato o sottovalutato ora diventa un requisito imprescindibile: le aziende devono dimostrare di aver rispettato tutti gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro agile.
La sicurezza non cambia con il lavoro da remoto
Il principio alla base della nuova normativa è chiaro: il lavoratore resta tutelato anche fuori dalla sede aziendale.
Lo smart working non modifica i diritti e i doveri del rapporto di lavoro, ma richiede un adattamento delle misure di prevenzione. In questo contesto, la informativa sui rischi diventa lo strumento centrale per garantire protezione.
Perché l’informativa è fondamentale
Con il lavoro a distanza, il controllo diretto dell’azienda sull’ambiente di lavoro si riduce. Per questo motivo, assume un ruolo chiave la formazione preventiva attraverso documenti dettagliati.
L’informativa serve a fornire al lavoratore tutte le indicazioni necessarie per operare in sicurezza, compensando la mancanza di supervisione diretta.
Cosa devono fare i datori di lavoro
Le aziende sono tenute a:
- Consegnare almeno una volta all’anno l’informativa a lavoratori e Rls
- Indicare rischi generali e specifici del lavoro da remoto
- Effettuare una valutazione preventiva dei rischi
- Garantire che gli strumenti forniti siano sicuri ed efficienti
Tra i principali rischi da segnalare rientrano:
- affaticamento visivo
- problemi posturali
- stress lavoro-correlato
- stanchezza mentale e fisica
Attrezzature, formazione e controlli: cosa cambia
Se il lavoratore utilizza dispositivi personali, il datore di lavoro deve verificarne la conformità alle norme di sicurezza.
Inoltre, restano obbligatori:
- formazione sui rischi dello smart working
- sorveglianza sanitaria (visite mediche)
- controlli tramite il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Il modello di informativa già pronto
Per facilitare l’adeguamento, è stato messo a disposizione un fac-simile di informativa che include:
- obblighi del datore di lavoro
- responsabilità del lavoratore
- comportamenti corretti da adottare
Il dipendente è infatti tenuto a collaborare attivamente alla propria sicurezza.
I rischi da indicare nel documento
L’informativa deve includere anche i rischi legati all’ambiente domestico o esterno, tra cui:
- sicurezza degli impianti elettrici
- organizzazione degli spazi
- prevenzione di incidenti domestici
Particolare attenzione va data alla prevenzione di cadute e infortuni.
Videoterminali e tecnostress: i nuovi pericoli
Uno dei punti più delicati riguarda l’uso prolungato di dispositivi digitali.
Tra i rischi principali:
- problemi alla vista
- disturbi alla colonna vertebrale
- sovraccarico mentale
Cresce inoltre l’attenzione sul tecnostress e sulla sindrome dell’always on, che porta molti lavoratori a restare sempre connessi.
Diventa quindi centrale il diritto alla disconnessione, fondamentale per tutelare il benessere psicofisico.
Dalla sicurezza alla guida agli oggetti da ufficio
Le linee guida includono anche:
- uso corretto di laptop e smartphone
- riduzione dell’esposizione a campi elettromagnetici
- sicurezza durante gli spostamenti
Non vengono trascurati nemmeno i rischi legati a oggetti comuni come:
- forbici
- tagliacarte
- pinzatrici
Anche questi strumenti possono causare piccoli infortuni se usati in modo scorretto.
Firma obbligatoria e responsabilità condivise
Il documento deve essere firmato sia dal lavoratore sia dal Rls per attestare la corretta consegna.
Questo passaggio certifica che entrambe le parti sono consapevoli dei rischi e delle misure di prevenzione.









































