È allarme chikungunya a Verona, dove è stato identificato un focolaio con 46 casi autoctoni confermati. Si tratta di una vera e propria epidemia locale, partita lo scorso 6 agosto, quando è stato individuato il paziente zero. Il virus, trasmesso dalla zanzara tigre, ha colpito in particolare la provincia veronese, ma si contano 208 casi totali in Italia, tra Veneto ed Emilia-Romagna.
Identificato il paziente zero: il contagio partito da un rientro dall’estero
Secondo gli esperti, la catena dei contagi sarebbe iniziata con una persona tornata da un viaggio all’estero, probabilmente in Madagascar, che è stata punta da una zanzara tigre. Il virus, a quel punto, si è diffuso localmente, trasmesso da insetto a essere umano.
Le autorità sanitarie hanno confermato che 167 casi sono autoctoni, mentre 41 sono legati a viaggi internazionali. L’età media dei contagiati è di 60 anni e nel 47% dei casi si tratta di uomini. Nonostante la diffusione del virus, non si registrano decessi e solo due pazienti nel Veronese sono stati ricoverati in ospedale, entrambi poi dimessi.
Sintomi della chikungunya: simili all’influenza ma più dolorosi
I sintomi dell’infezione da chikungunya sono in genere meno gravi rispetto ad altri virus trasmessi da zanzare, come il West Nile. I pazienti lamentano forti dolori articolari, febbre e affaticamento, sintomi che spesso vengono scambiati per una forma influenzale intensa. Il termine “chikungunya” deriva da una parola africana che significa “ciò che contorce“, proprio per la sofferenza articolare tipica del virus.
Stop a sagre e fiere: a rischio anche la Fiera del riso
Per contenere il focolaio, sono state avviate campagne di disinfestazione massiccia in tutta la provincia di Verona. Molti eventi pubblici sono stati sospesi o annullati, tra cui fiere e sagre locali. A rischio anche la Fiera del Riso di Isola della Scala, uno degli eventi più attesi dell’autunno, con oltre 300.000 presenze previste. Proprio a Isola della Scala è stato individuato uno degli ultimi casi accertati.
Un virus tropicale favorito dal cambiamento climatico
Il virus chikungunya ha origine nelle aree dell’Oceano Indiano e, fino a qualche anno fa, era considerato endemico solo in zone tropicali. Oggi, però, il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature hanno reso possibile la sua diffusione anche in Europa. Le zanzare tigre, vettori principali del virus, circolano ormai fino a novembre in molte regioni italiane.
Come proteggersi: le buone pratiche da seguire
Non esiste ancora un vaccino contro la chikungunya, quindi la prevenzione resta l’unica arma efficace. Le autorità sanitarie raccomandano:
- Disinfestare regolarmente giardini e spazi aperti
- Tagliare l’erba e rimuovere i ristagni d’acqua
- Svuotare sottovasi e contenitori sui balconi
- Utilizzare repellenti e zanzariere
Il virus continua a diffondersi e i dati sono in costante aggiornamento. Intanto, la situazione resta sotto osservazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e delle autorità regionali.




































