L’uragano Melissa, classificato di categoria 5, ha toccato terra con venti fino a 295 chilometri orari, diventando ufficialmente la tempesta più violenta mai registrata nel Paese colpito. L’impatto è stato devastante, con mareggiate estreme, piogge torrenziali e un’intera area in emergenza meteo.
La forza distruttiva di melissa: record storico per l’atlantico
L’uragano ha raggiunto la costa a mezzogiorno (ora locale), con raffiche da 185 miglia orarie, segnando un nuovo primato assoluto per l’intera regione caraibica. Secondo il National Hurricane Center, Melissa è paragonabile per intensità solo a pochi eventi storici come l’uragano Dorian del 2019 e il Labor Day Hurricane del 1935.
Si tratta di una delle tempeste più forti mai registrate nell’Atlantico, con un potenziale di distruzione altissimo. Gli esperti parlano di “pericolo estremo” e “condizioni eccezionalmente critiche”.
Evacuazioni di massa e allerta in tutta la regione
Le autorità hanno predisposto evacuazioni lungo le coste, dove mareggiate e allagamenti rappresentano la principale minaccia. Solo a Cuba, nella zona orientale, sono state evacuate circa 600mila persone, di cui 120mila nella sola Santiago de Cuba, città tra le più esposte.
Anche altre aree dei Caraibi sono sotto stretta osservazione: Haiti, Repubblica Dominicana e isole limitrofe restano in massima allerta.
Rete satellitare attiva per i soccorsi
Per garantire le comunicazioni nelle aree colpite, è attiva la rete Starlink di Elon Musk. I tecnici sono in contatto diretto con le squadre di emergenza e le autorità locali per assicurare il coordinamento dei soccorsi, anche dove le reti telefoniche e internet risultano danneggiate.
Rischi elevati per inondazioni e frane
L’intensità delle precipitazioni, unita alla velocità dei venti, rende altissimo il rischio di frane, smottamenti e allagamenti nelle aree interne. Le autorità invitano la popolazione a non uscire di casa e a seguire gli aggiornamenti ufficiali.
Melissa segna una svolta nella storia meteorologica dell’Atlantico: è un evento che potrebbe ridefinire i parametri con cui valutiamo l’intensità e la gestione degli uragani. Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’entità reale dei danni e l’efficacia delle misure di emergenza adottate.



































