Una sequenza di terremoti ha interessato questa mattina la provincia di Catanzaro, dove in poche ore sono state registrate numerose scosse concentrate in un’area molto ristretta tra i comuni di Squillace, Borgia, Amaroni e Vallefiorita.
L’evento più significativo è stato un terremoto di magnitudo 3.5, registrato alle 07:04, con epicentro a circa 2 chilometri a nord-ovest di Squillace e una profondità di circa 40 chilometri.
Pochi minuti più tardi la terra ha continuato a muoversi con altre due scosse di rilievo: una di magnitudo 3.1 nei pressi di Amaroni e una di magnitudo 3.2 vicino a Borgia, entrambe localizzate a una profondità di circa 40 chilometri.
Una lunga sequenza iniziata prima dell’alba
Lo sciame sismico era iniziato già nelle prime ore del mattino. Tra gli eventi registrati figurano infatti:
- Magnitudo 2.8 alle 06:02 nei pressi di Vallefiorita;
- Magnitudo 2.0 alle 06:08 sempre nell’area di Vallefiorita;
- Magnitudo 2.7 alle 05:29;
- Magnitudo 2.4 alle 05:44 vicino ad Amaroni;
- Magnitudo 2.3 alle 05:48 nei pressi di Borgia;
- un’ulteriore magnitudo 2.4 registrata alle 03:11 nell’area di Amaroni.
La concentrazione temporale e geografica degli eventi conferma la presenza di un vero e proprio sciame sismico, fenomeno caratterizzato da una successione ravvicinata di terremoti senza che sia necessariamente possibile individuare una scossa principale seguita da repliche.
Le scosse avvertite dalla popolazione
Le scosse di magnitudo superiore a 3 potrebbero essere state avvertite distintamente in diversi comuni della provincia di Catanzaro e nelle aree limitrofe, soprattutto ai piani alti degli edifici.
Al momento non risultano segnalazioni di danni a persone o edifici, né sono stati comunicati particolari disagi alla viabilità o ai servizi pubblici. Le autorità continuano comunque a seguire con attenzione l’evoluzione dello sciame sismico.
Perché questa parte della Calabria è così sismica
La Calabria rappresenta una delle regioni italiane con il più elevato rischio sismico. Il territorio è attraversato da numerose faglie attive, originate dall’interazione tra la placca africana e quella eurasiatica, un processo geologico che continua ancora oggi.
L’area compresa tra il Catanzarese, il Golfo di Squillace e la fascia ionica calabrese registra periodicamente terremoti di diversa intensità, spesso organizzati proprio sotto forma di sciami sismici.
Questi fenomeni sono costantemente monitorati dagli esperti, che analizzano la distribuzione degli epicentri, la profondità e la magnitudo degli eventi per comprendere l’evoluzione della sequenza.
Cos’è uno sciame sismico
Con il termine sciame sismico si indica una successione di numerosi terremoti che si verificano nello stesso settore geografico nell’arco di poche ore, giorni o settimane.
A differenza della classica sequenza composta da una forte scossa principale seguita da repliche, in uno sciame i terremoti possono avere magnitudo simili e alternarsi senza un evento dominante.
Nella maggior parte dei casi questi fenomeni si esauriscono spontaneamente, anche se è impossibile stabilire con precisione la loro durata.
Monitoraggio continuo
L’intera area resta sotto osservazione attraverso la rete di monitoraggio sismico, che registra in tempo reale ogni nuovo evento.
Gli esperti continueranno ad analizzare la sequenza nelle prossime ore per verificare l’eventuale evoluzione dello sciame sismico e valutare la distribuzione delle successive scosse. Al momento, non sono state segnalate situazioni di emergenza, ma il monitoraggio prosegue senza interruzioni.



































