La terra continua a tremare in Sicilia. Dalla serata di ieri una nuova sequenza sismica sta interessando il settore compreso tra l’area dei Nebrodi e il versante occidentale dell’Etna, con epicentri localizzati a Troina. Le rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia confermano una serie di eventi ravvicinati concentrati in una porzione di territorio particolarmente delicata dal punto di vista geologico.
Le scosse registrate finora sono di bassa magnitudo, ma l’attività viene monitorata costantemente dai sismologi per via della complessa struttura tettonica che caratterizza quest’area della Sicilia orientale.
I dati della sequenza sismica
Il primo terremoto è stato registrato nel pomeriggio del 24 maggio 2026. Alle ore 18:24 i sismografi hanno rilevato una scossa di magnitudo 2.3 con epicentro a circa 9 chilometri a sud-est di Troina e una profondità di 27 chilometri.
Durante la notte l’attività sismica è proseguita senza interruzioni. Alle 02:49 è stata registrata la scossa più intensa della sequenza, con magnitudo 2.4, seguita alle 03:00 da un terremoto di magnitudo 2.2. L’ultimo evento rilevato risale alle 04:19, con una magnitudo di 2.0 e ipocentro a circa 29 chilometri di profondità.
Gli eventi risultano tutti concentrati nella stessa fascia territoriale, segnale di uno sciame sismico localizzato legato ai movimenti profondi della crosta terrestre.
Perché si verificano terremoti in questa area
L’area interessata dalla sequenza sismica si trova in uno dei settori geologicamente più complessi della Sicilia. Qui agiscono le spinte generate dalla convergenza tra la placca africana e quella euroasiatica, un fenomeno che da milioni di anni modella il territorio del Mediterraneo centrale.
I terremoti registrati nelle ultime ore presentano ipocentri compresi tra i 27 e i 29 chilometri di profondità, elemento che suggerisce una natura prevalentemente tettonica degli eventi. Secondo gli esperti, le scosse non sarebbero direttamente collegate all’attività superficiale dell’Etna, ma ai movimenti profondi dei grandi blocchi crostali.
Monitoraggio costante della situazione
Al momento non si segnalano danni a persone o edifici, ma la sequenza sismica continua a essere seguita con grande attenzione dagli esperti. Gli eventi registrati nelle ultime ore confermano ancora una volta l’elevata dinamicità geologica della Sicilia orientale, un territorio storicamente esposto ai movimenti della crosta terrestre. Le autorità e le sale operative continueranno a monitorare l’evoluzione dello sciame sismico per verificare eventuali variazioni nell’intensità o nella frequenza delle scosse.





































