Arriva una grande novità per chi viaggia in aereo: da oggi, chi subisce lo smarrimento del bagaglio non dovrà più presentare l’elenco dettagliato degli oggetti né conservare scontrini o prove d’acquisto per ottenere il rimborso. Lo ha stabilito la terza sezione civile della Corte di Cassazione, accogliendo in parte il ricorso di un viaggiatore che si era visto negare l’indennizzo proprio per l’assenza della documentazione richiesta.
La decisione rappresenta una svolta epocale nei diritti dei passeggeri, che spesso si trovano disorientati e privi di alternative dopo la perdita di una valigia.
Il vettore è sempre responsabile
Secondo quanto chiarito dalla Suprema Corte, il vettore aereo è responsabile dei beni presi in carico fino alla riconsegna al legittimo proprietario. In mancanza di una lista dettagliata del contenuto della valigia, il giudice può liquidare il danno con una valutazione equitativa, basata sul buon senso e sulla normalità degli oggetti contenuti: abbigliamento, effetti personali, articoli di prima necessità.
La Cassazione considera “irragionevole” richiedere la dimostrazione precisa del contenuto della valigia, soprattutto se l’unica prova disponibile è la mancata restituzione del bagaglio da parte della compagnia.
Niente più obbligo di presentare scontrini
Finora, per accedere al rimborso era necessario allegare ricevute fiscali, documentazione degli acquisti sostitutivi e altri documenti giustificativi. Ora, invece, le spese sostenute dopo lo smarrimento potranno essere rimborsate anche senza prova d’acquisto, proprio perché ritenute ragionevoli e legate all’emergenza.
L’indennizzo sarà stabilito caso per caso, con un tetto massimo fissato dalla Convenzione di Montreal: fino a 1.519 DSP, l’equivalente di circa 1.860 euro.
Cosa cambia concretamente per i viaggiatori
Secondo gli esperti questa sentenza “spiana la strada ai passeggeri”, permettendo loro di ottenere un rimborso in tempi più rapidi, senza la necessità di dimostrare nel dettaglio cosa è andato perso. Si tratta di un passo avanti importante verso una maggiore tutela dei diritti dei consumatori, in un settore spesso percepito come poco trasparente.
I passeggeri che non ricevono il proprio bagaglio entro 21 giorni dall’arrivo a destinazione, possono dunque richiedere un risarcimento automatico e una valutazione equitativa del danno, anche in assenza di documentazione commerciale.








































