È partita da una denuncia della concessionaria Campello Motors la complessa indagine che ha permesso di smantellare una rete criminale dedita a truffe informatiche e riciclaggio. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Roma, ha coinvolto la polizia postale di Venezia e la squadra mobile di Frosinone, permettendo di individuare almeno dieci persone legate a un sofisticato sistema di frodi.
Il raggiro ai danni della concessionaria mestrina
Nel 2023, la concessionaria veneziana era caduta vittima di una truffa da 300mila euro, versando l’ingente somma dopo aver ricevuto una falsa email che riproduceva in modo credibile l’identità di un noto intermediario nel mercato dell’auto. L’affare riguardava veicoli da ritirare a fine leasing, ma dei mezzi non è mai arrivata traccia.
Il ruolo chiave della polizia cibernetica
Gli agenti esperti in sicurezza informatica hanno esaminato la mail truffaldina e, in pochi giorni, sono riusciti a bloccare parte del denaro in uscita. Tuttavia, una porzione dei fondi era già stata dirottata verso conti a San Marino, dove sono necessari tempi più lunghi per ottenere informazioni bancarie. Nonostante ciò, grazie alla collaborazione della gendarmeria sammarinese, è stato possibile risalire alla cellula iniziale dell’organizzazione.
Due nomadi al vertice della banda
I primi identificati sono stati due uomini residenti nel veneziano, entrambi di origine nomade. Uno dei due ha tentato la fuga durante la cattura, portando con sé migliaia di euro in contanti. Da lì, attraverso l’analisi di chat, cellulari e documenti, gli investigatori sono risaliti ad altri otto soggetti coinvolti. Le comunicazioni tra i membri della rete criminale avvenivano tramite pseudonimi e sistemi criptati.
Una rete di società fantasma e identità false
Gli inquirenti hanno ricostruito un sistema di società fittizie utilizzate per incassare, movimentare e ripulire il denaro illecitamente ottenuto. Le somme venivano trasferite tra San Marino e Roma, oppure reinvestite nell’acquisto di beni e servizi, schermando l’origine dei fondi. L’arrestato utilizzava perfino una carta d’identità falsa per operare indisturbato.
Sequestrati dispositivi e documenti
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati numerosi smartphone, computer e documenti bancari e fiscali riconducibili all’attività truffaldina. Il lavoro congiunto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Venezia e della squadra mobile del basso Lazio ha permesso di smantellare l’intera organizzazione, restituendo a Campello Motors buona parte della somma sottratta.









































