Sarà sottoposta a perizia psichiatrica la 60enne di Bergamo accusata di aver nascosto il cadavere della madre per oltre un anno all’interno dell’abitazione in via De Gasperi.
La vicenda ha scosso l’opinione pubblica per la sua gravità e per l’aspetto psicologico che potrebbe aver influito sul comportamento della donna.
Il ritrovamento del corpo e l’inizio delle indagini
Il corpo della donna, 101 anni, è stato trovato lo scorso 10 settembre, in stato di mummificazione, disteso nel letto e coperto da più strati di coperte di lana. A dare l’allarme è stato l’altro figlio della donna, residente a Genova, allarmato dall’assenza di comunicazioni da diversi giorni. In parallelo, anche i vicini di casa avevano segnalato odori sospetti provenienti dall’appartamento.
Quando le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nell’abitazione, si sono trovate di fronte a una scena drammatica: il cadavere della centenaria conservato all’interno della casa, senza alcuna segnalazione del decesso alle autorità.
Le accuse e le dichiarazioni della donna
La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo a carico della figlia, indagata per occultamento di cadavere e truffa ai danni dello Stato. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe continuato a incassare la pensione e l’indennità di accompagnamento della madre per mesi, facendo anche più richieste legate alla Legge 104.
Durante l’interrogatorio, avvenuto in stato definito “confusionale”, la 60enne ha dichiarato che la madre sarebbe morta il 17 settembre dell’anno precedente per cause naturali. Una versione che è stata confermata dai risultati dell’autopsia.
Verso la perizia psichiatrica: decisiva per il processo
Attualmente la donna è ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove si trova dal giorno del ritrovamento del corpo. Nei prossimi giorni, verrà sottoposta a una serie di test clinici per valutare la capacità di intendere e volere, condizione determinante per stabilire la sua imputabilità penale.
L’ipotesi, è che possa trovarsi in uno stato di profondo distacco dalla realtà, con condizioni psicologiche compromesse al momento dei fatti.
Il caso resta aperto e in fase istruttoria, ma la perizia psichiatrica rappresenterà un punto cruciale per comprendere se la donna potrà essere processata o se dovranno essere valutate misure alternative basate sul suo stato mentale.









































