Mattinata di forte tensione a quasi 3.000 metri di altitudine, quella del 30 dicembre, dove un incidente alla funivia del Monte Moro, in Valle Anzasca, ha causato sei feriti e il blocco dell’impianto, lasciando circa 100 persone intrappolate in quota per alcune ore.
Secondo le prime ricostruzioni, una cabina in arrivo alla stazione superiore, proveniente dall’Alpe Bill, ha raggiunto la piattaforma a velocità troppo elevata, urtando violentemente un muro. A bordo si trovavano sei persone, tutte soccorse sul posto e trasportate in ospedale tramite elisoccorso. Fortunatamente nessuno è in pericolo di vita.
Feriti lievi ma tanta paura: evacuati anche bambini
Tra i feriti figura anche un addetto al movimento, colpito alla schiena da una contusione. La persona più gravemente colpita è un uomo di 59 anni, con un profondo taglio al braccio. Gli altri passeggeri coinvolti hanno riportato solo lievi escoriazioni.
L’urto ha provocato l’immediata interruzione dell’impianto, bloccando 94 turisti e 5 operatori, tra cui diversi bambini, a oltre 2.800 metri di altitudine. Le operazioni di evacuazione sono state affidate a un ponte aereo di emergenza coordinato da Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Soccorso Alpino e Carabinieri, impegnati anche nella ricostruzione della dinamica dell’incidente.
Le cause: possibile malfunzionamento in fase di decelerazione
Dalle prime informazioni raccolte, sembra che l’impianto non abbia decelerato correttamente durante la fase di arrivo, provocando l’urto contro la barriera della stazione a monte. I sistemi di sicurezza hanno risposto in modo efficace, permettendo il blocco immediato della funivia. La cabina coinvolta non ha riportato danni strutturali rilevanti, ma prima della riapertura saranno eseguite verifiche tecniche approfondite su tutta la linea.
L’unico impianto attivo e recentemente revisionato
La funivia coinvolta è al momento l’unico impianto di risalita attivo a Macugnaga, dopo una revisione generale completata nel 2023, che ha previsto la sostituzione di motori, cabine e pulegge per un investimento di 2 milioni di euro. Le altre strutture sciistiche della zona risultano ancora chiuse in attesa del nulla osta ministeriale, nonostante i collaudi siano stati già eseguiti.









































