Un dramma familiare sconvolge Muggia, piccolo centro in provincia di Trieste, dove una donna di 55 anni di origine ucraina ha ucciso il proprio figlio di 9 anni con un colpo mortale alla gola. Il fatto è avvenuto nella serata di mercoledì 12 novembre, all’interno di un appartamento in piazza Marconi, nel cuore della cittadina.
Una vicenda familiare complessa
Secondo le ricostruzioni fornite da fonti investigative, la donna viveva sola ed era seguita da tempo dal Centro di salute mentale. Dopo la separazione, l’autorità giudiziaria aveva disposto l’affido esclusivo del bambino al padre, con incontri regolati per la madre.
Il ritrovamento del corpo e l’intervento dei soccorsi
A lanciare l’allarme è stato proprio il padre del bambino, residente fuori regione, preoccupato per l’assenza di risposte da parte dell’ex compagna. L’intervento di Vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri ha portato alla drammatica scoperta: il corpo del piccolo giaceva senza vita nel bagno, ormai da ore. La madre, trovata in stato di choc e con una ferita superficiale al collo, è stata soccorsa ma – secondo gli inquirenti – avrebbe tentato di inscenare un suicidio, senza riportare lesioni gravi.
Indagini in corso e sequestro dell’arma
Il coltello da cucina usato per l’omicidio è stato sequestrato dagli agenti della Squadra mobile, che hanno lavorato per tutta la notte per ricostruire la dinamica dei fatti e approfondire il contesto familiare. La donna, dopo un primo passaggio presso l’ospedale di Cattinara, è stata fermata e trasferita presso la Casa Circondariale di Trieste, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Supporto psicologico a scuola
Il bambino frequentava il quarto anno della scuola elementare slovena di Muggia. Il Comune ha annunciato l’attivazione immediata di un servizio di supporto psicologico per gli alunni e il personale scolastico, colpiti dalla notizia della tragedia.
L’intera comunità è scossa da un evento che spezza tragicamente la quotidianità di un piccolo paese e riapre il dibattito sull’importanza di un monitoraggio costante nelle situazioni familiari fragili.








































