In un Paese già piegato dalla guerra, arriva anche il terremoto. Una forte scossa sismica di magnitudo 5.2 ha colpito l’Iran nella serata di venerdì 20 giugno, con epicentro nella provincia di Semnan, nel centro del Paese. Il sisma è stato avvertito distintamente anche nelle città di Qom e Teheran, alimentando il panico tra la popolazione.
Scossa superficiale e percepita in ampie aree
Il terremoto si è verificato alle 21:30 ora locale (20:00 italiane) nei pressi della città di Sorkeh, con ipocentro a soli 10 km di profondità, una condizione che ha favorito forti vibrazioni in superficie. A riferirlo è l’Usgs, il servizio geologico degli Stati Uniti, confermato anche dai media iraniani, tra cui Press TV e l’agenzia Irna.
Le autorità locali hanno rassicurato che non risultano feriti né danni rilevanti, ma molte persone si sono riversate in strada per la paura. In diverse aree si sono registrati blackout temporanei e interruzioni di linea telefonica, subito ripristinati.
Un Paese ferito da una lunga storia sismica
L’Iran è uno dei territori più soggetti a terremoti al mondo. Le statistiche parlano chiaro: nel 1990 e nel 2003 si sono verificati i due eventi più drammatici della storia recente, con decine di migliaia di vittime. Solo nel 2017, un altro potente sisma (magnitudo 7.3) causò centinaia di morti e migliaia di feriti.
La vulnerabilità sismica del Paese si unisce a fragilità infrastrutturali e a un tessuto urbano che, specie nelle aree rurali, non sempre rispetta gli standard antisismici.
Terremoto e conflitto: un mix esplosivo
Questa nuova scossa arriva in un momento critico per il Paese, impegnato nel conflitto armato con Israele. Un doppio fronte di emergenza – militare e naturale – che mette a dura prova la tenuta delle istituzioni e la resistenza della popolazione.
Mentre l’Iran cerca di difendersi sul piano geopolitico, la natura torna a ricordare la sua forza, rendendo ancora più incerto lo scenario nazionale.









































