Un gesto sbadato ha rischiato di costare caro a un’anziana residente a Tavullia, in provincia di Pesaro, che per errore ha gettato nel contenitore della carta un libro contenente 1.000 euro in contanti. Il volume, utilizzato come nascondiglio domestico per conservare i risparmi, è stato buttato tra i rifiuti senza che la donna si accorgesse della presenza del denaro all’interno.
La tecnica, forse adottata per ragioni di sicurezza, ha funzionato fin troppo bene: le banconote, ben celate tra le pagine, sono sfuggite anche alla stessa proprietaria. Una volta realizzato l’errore, la donna ha contattato immediatamente l’azienda che gestisce la raccolta e il trattamento dei rifiuti nella regione.
La corsa contro il tempo per salvare il denaro
Ricevuta la segnalazione, è partita una vera e propria corsa contro il tempo. Grazie alla tracciabilità del servizio di raccolta, il personale dell’azienda è riuscito a ricostruire l’intero percorso del rifiuto, dal cassonetto fino all’impianto di trattamento della carta. L’oggetto da recuperare era il libro, ancora intatto, che ha fatto da “salvadanaio” naturale evitando che le banconote si disperdessero durante il trasporto.
Arrivato all’impianto, il volume è stato ritrovato intatto e consegnato ai netturbini, che hanno poi riconsegnato i soldi alla signora. Fondamentale è stato l’intervento rapido del centralino e la collaborazione tra i vari operatori del servizio.
L’importanza della tracciabilità nei servizi ambientali
Il lieto fine di questa vicenda sottolinea l’efficacia dei sistemi di tracciamento dei rifiuti e il valore del lavoro di squadra tra cittadini e operatori ecologici. Un gesto semplice come una telefonata ha permesso di attivare in tempi rapidissimi una rete operativa capillare, in grado di evitare una perdita economica significativa.







































