Con l’approvazione definitiva del Decreto Scuola, arrivano importanti novità per la Carta del Docente, lo strumento pensato per sostenere la formazione e l’aggiornamento degli insegnanti. A partire dall’anno scolastico 2025/2026, il bonus sarà esteso anche ai docenti con contratti fino al 30 giugno e al personale educativo, ampliando la platea dei beneficiari di circa 200mila unità.
Finora riservata ai soli insegnanti di ruolo e ai supplenti con incarico fino al 31 agosto, la Carta del Docente da 500 euro potrà ora essere assegnata anche a chi copre incarichi fino al termine delle attività didattiche.
Cosa si può acquistare con la Carta e le nuove regole
Il bonus Carta del Docente potrà essere utilizzato per:
- Libri e testi digitali (con ISBN);
- Corsi di formazione accreditati;
- Master universitari;
- Software e hardware (con limitazioni);
- Eventi culturali e spettacoli formativi;
- Spese di trasporto (novità introdotta da quest’anno).
Per quanto riguarda hardware e software, sarà possibile acquistarli solo alla prima erogazione della Carta, e successivamente una volta ogni quattro anni. I docenti che hanno già ricevuto la Carta in passato potranno sfruttare la nuova finestra nel 2025/2026, poi nuovamente dopo quattro anni.
Quando arriva la Carta del Docente 2025
Al momento, la piattaforma ufficiale è chiusa per aggiornamento: sul sito del Ministero dell’Istruzione si legge che la transizione tra l’edizione 2024/25 e quella 2025/26 è in corso. Di fatto, la Carta 2025 non è ancora stata erogata.
Per conoscerne l’importo e riceverla sarà necessario attendere il decreto interministeriale previsto per il 30 gennaio 2026, che definirà:
- Importo esatto della Carta;
- Numero di beneficiari;
- Criteri per l’assegnazione del bonus.
Gli importi: possibile riduzione rispetto ai 500 euro
Sebbene siano stati stanziati oltre 400 milioni di euro per il 2025, l’allargamento della platea di beneficiari potrebbe comportare un taglio del valore della Carta individuale. I sindacati stimano una riduzione del 15-20%, con un importo che potrebbe attestarsi tra i 400 e i 450 euro.
Il valore originario di 500 euro, stabilito nel 2015 dalla legge 107, non è stato adeguato all’inflazione, e oggi risulta meno efficace nel coprire i reali costi della formazione.











































