Torna il bonus asilo nido 2026 con importanti novità su ISEE, importi e modalità di domanda. L’INPS ha riaperto la piattaforma per l’invio delle richieste, introducendo una procedura semplificata per gli anni successivi e nuove regole per l’accesso ai contributi.
Come presentare la domanda
Le famiglie possono inoltrare la richiesta direttamente sul sito dell’INPS, accedendo alla sezione dedicata ai sostegni e sussidi, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato.
Tra le principali novità, la validità estesa della domanda: una volta accolta, resta attiva fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Dal secondo anno non sarà necessario ripresentarla, ma basterà selezionare le mensilità da rimborsare.
Nuovo ISEE e importi del bonus
Dal 2026 cambia il sistema di calcolo con il nuovo ISEE per prestazioni familiari, che esclude l’assegno unico universale dal reddito. Inoltre, sono previste franchigie più alte sulla prima casa, rendendo l’accesso più favorevole per molte famiglie.
Gli importi variano in base alla data di nascita del bambino:
- Per i nati fino al 31 dicembre 2023:
- 3.000 euro con ISEE fino a 25.000 euro
- 2.500 euro fino a 40.000 euro
- 1.500 euro oltre i 40.000 euro
- Per i nati dal 1° gennaio 2024:
- 3.600 euro con ISEE fino a 40.000 euro
- 1.500 euro per redditi superiori o senza ISEE
Chi può richiederlo e spese rimborsabili
Il bonus nido 2026 è destinato a cittadini italiani, comunitari o con permesso di soggiorno UE di lungo periodo, residenti in Italia. La domanda deve essere presentata dal genitore che sostiene la spesa, appartenente allo stesso nucleo familiare del minore.
Le spese rimborsabili includono:
- retta mensile dell’asilo nido
- quota pasti
- IVA agevolata
- imposta di bollo
È possibile anche che il pagamento venga effettuato da terzi, purché venga fornita la documentazione necessaria.
Prenotazione fondi e lista d’attesa
Il contributo viene assegnato in base all’ordine di presentazione della domanda, con data e ora che fanno fede. In caso di esaurimento fondi, le richieste finiscono in lista d’attesa.
L’INPS consiglia di indicare fin da subito tutte le mensilità dell’anno, fino a un massimo di 11 mesi, per aumentare le possibilità di ottenere il rimborso.









































