Un volo di oltre dieci metri nel cuore della notte, poi l’impatto fatale nel cortile interno del palazzo. È morta così una 31enne precipitata dal quarto piano di uno stabile a Milano. Ma i primi elementi raccolti dagli investigatori portano a escludere l’ipotesi del suicidio.
A far emergere nuovi dubbi sono i segni neri trovati sulla grondaia, tracce che suggerirebbero un tentativo disperato di calarsi lungo la tubatura, forse per scappare.
La dinamica della caduta
Il dramma si è consumato intorno all’una di notte tra lunedì e martedì. Le lunghe scie lasciate sul canale di scolo farebbero pensare che la donna sia uscita dalla finestra cercando di scendere lungo il tubo pluviale, facendo leva con i piedi.
Un gesto che, secondo le prime ipotesi investigative, sarebbe compatibile con un tentativo di fuga e non con un atto volontario. La presa sarebbe poi venuta meno, provocando la caduta nel vuoto.
All’arrivo dei soccorsi non c’era più nulla da fare: la 31enne è morta sul colpo.
L’appartamento occupato e i precedenti
La donna risultava residente nell’hinterland milanese, ma da alcune settimane si trovava nell’appartamento, occupato abusivamente. Nell’alloggio viveva insieme al compagno, un uomo con precedenti, e a un altro soggetto presente nell’abitazione al momento dei fatti.
Secondo quanto emerso, l’appartamento era già stato oggetto di sgombero nei mesi scorsi, ma sarebbe stato nuovamente occupato.
Le indagini: nessun segno di colluttazione
I Carabinieri stanno ricostruendo nel dettaglio le ultime ore della donna. Nell’abitazione non sarebbero stati trovati segni evidenti di colluttazione. Il compagno non era presente al momento della caduta, mentre un subaffittuario avrebbe dichiarato di non essersi accorto di nulla.
Gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi, tra cui quella che la donna potesse voler fuggire da una situazione di forte disagio o timore. Si approfondisce anche il contesto della relazione con il compagno, segnata – secondo quanto trapelato – da problematiche legate alla tossicodipendenza.
Non si esclude che il fascicolo possa configurare la fattispecie di morte come conseguenza di altro reato.
Autopsia e telecamere al vaglio
L’appartamento è stato posto sotto sequestro. Determinante sarà l’autopsia, che dovrà chiarire con precisione le cause del decesso e confermare la dinamica della caduta.
Nel frattempo, gli investigatori stanno analizzando le telecamere di sorveglianza della zona per capire cosa sia accaduto realmente quella notte e se qualcuno abbia avuto un ruolo nella tragedia.
Il quartiere resta sotto shock, mentre si cerca di fare piena luce su una morte che, al momento, solleva più domande che risposte.









































