Hai mai pensato che una colonnina per la ricarica dell’auto elettrica potesse diventare obiettivo di furti? Non per la tecnologia che contiene, né per l’auto collegata, ma per un tesoro nascosto: il rame. Questo metallo, molto richiesto sul mercato nero, viene prelevato in quantità significative dalle colonnine, trasformando l’infrastruttura della mobilità sostenibile in un bersaglio redditizio per i ladri.
Rame ad alto valore: ogni colonnina può fruttare migliaia di euro
Nelle colonnine ad alta potenza, il rame può superare i 7 kg per unità. Con una quotazione che oscilla intorno ai 10 euro al chilo sul mercato illegale, i ricavi per i malviventi possono raggiungere cifre importanti: in alcune operazioni, si parla di migliaia di euro ottenuti in poche ore. Si tratta di furti ben pianificati, spesso attribuiti a gruppi organizzati che agiscono in modo sistematico.
Il Lazio epicentro del fenomeno
Secondo gli operatori del settore, il fenomeno ha una forte concentrazione nella provincia di Roma, ma si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia. Solo nei primi due mesi dell’anno, sono stati segnalati oltre 200 furti mirati alle colonnine. Le autorità e le aziende stanno intensificando le contromisure, ma l’allarme resta alto.
La risposta: più sicurezza e collaborazione
Per far fronte all’emergenza, l’associazione Motus-E ha creato una task force dedicata. L’obiettivo è coordinare le azioni tra operatori e forze dell’ordine, condividere dati strategici e proporre tecnologie avanzate per la sorveglianza, come telecamere intelligenti e lettori di targhe. «Serve un’azione integrata e costante», ha dichiarato Francesco Naso, segretario generale dell’associazione.
Una minaccia alla transizione ecologica
Il furto di rame rappresenta una minaccia concreta per la mobilità elettrica. Paradossalmente, ciò che rende possibile la trasformazione energetica — il rame — è anche il suo punto debole. In un momento storico in cui l’Italia e l’Europa investono massicciamente nella transizione ecologica, la criminalità ha individuato una nuova fonte di profitto, rischiando di rallentare uno dei settori chiave per il futuro sostenibile del Paese.









































