Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha interessato il Tirreno Meridionale nelle prime ore di giovedì 8 ottobre 2026. Il sisma è stato registrato alle 5:42:50, con epicentro localizzato in mare.
Secondo i dati disponibili, il terremoto ha avuto coordinate 39.12 di latitudine e 14.79 di longitudine, mentre l’ipocentro è stato individuato a una profondità di circa 372 chilometri. L’evento ha avuto una magnitudo ML 4.7 e una profondità particolarmente elevata.
Terremoto nel Tirreno Meridionale
L’elemento che caratterizza maggiormente il sisma è proprio la sua elevata profondità. Un terremoto con ipocentro a oltre 370 chilometri appartiene alla categoria degli eventi profondi, una caratteristica non insolita per alcune aree del Tirreno meridionale, dove l’attività sismica può svilupparsi anche a centinaia di chilometri sotto la superficie.
La profondità può influenzare in maniera significativa il modo in cui le onde sismiche raggiungono la superficie: un evento di magnitudo importante ma molto profondo può infatti produrre effetti differenti rispetto a un terremoto più superficiale della stessa intensità.
I dati della scossa
Il terremoto è stato registrato con i seguenti parametri:
- Magnitudo: ML 4.7
- Data: 8 ottobre 2026
- Ora: 05:42:50
- Zona: Tirreno Meridionale, mare
- Profondità: 372 km
La scossa rientra in una fase di attività sismica che negli ultimi giorni ha interessato più volte il Tirreno Meridionale. Il 6 ottobre, ad esempio, nella stessa macroarea era stato localizzato un terremoto di magnitudo 2.8 a 347 chilometri di profondità.
Una zona caratterizzata da terremoti profondi
Il Tirreno Meridionale è una delle aree sismicamente più complesse del Mediterraneo. In questa zona vengono registrati sia terremoti superficiali sia eventi molto profondi, legati alla particolare struttura geologica presente sotto il bacino tirrenico.
La scossa di magnitudo 4.7 dell’8 ottobre spicca soprattutto per il valore della magnitudo rispetto agli altri terremoti registrati recentemente nell’area, ma la sua profondità di 372 chilometri rappresenta un dato fondamentale per interpretarne le caratteristiche.
Il monitoraggio dell’attività sismica prosegue attraverso la rete nazionale, che registra costantemente i terremoti sul territorio italiano e nei mari circostanti.


































