Una nuova tragedia migratoria si è consumata a circa 13 miglia a sud-ovest di Lampedusa, dove un barcone con decine di migranti si è ribaltato causando la morte di almeno 27 persone. Tra le vittime, secondo quanto riferito dalle autorità, figurano una neonata e almeno tre minorenni.
Il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente: tra i dispersi si contano tra le 30 e le 40 persone, mentre 61 migranti sono stati tratti in salvo in condizioni estremamente difficili a causa del mare agitato. L’episodio si inserisce nella lunga e dolorosa lista di naufragi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, una delle più pericolose al mondo.
Il racconto del naufragio
Secondo le prime ricostruzioni, i migranti erano partiti a bordo di due imbarcazioni: una sarebbe affondata poco dopo la partenza, costringendo tutti a salire sulla seconda, che si è poi capovolta. Le operazioni di soccorso sono affidate alla Guardia Costiera e alla Guardia di Finanza, impegnate tra onde alte e forti correnti.
I corpi recuperati finora – tra cui quelli di due uomini, due donne e tre adolescenti – sono stati trasportati nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana. Quattro dei superstiti, dopo l’arrivo a Lampedusa, sono stati visitati nel poliambulatorio dell’isola: le loro condizioni non destano preoccupazioni cliniche.
Aperta un’indagine per naufragio colposo
La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo per naufragio colposo. L’inchiesta mira a fare luce sulle dinamiche e le eventuali responsabilità di questo ennesimo dramma nel Canale di Sicilia.
I soccorsi delle Ong e la rotta della disperazione
Solo pochi giorni fa, la nave Astral dell’Ong Open Arms ha salvato 51 persone, tra cui tre neonati e due donne incinte, da un’imbarcazione partita da Sfax, in Tunisia. Molti dei migranti presentavano ustioni da carburante, ipotermia e disidratazione. Un salvataggio che si aggiunge alle operazioni di Emergency, che ha portato in salvo 146 persone a Savona.
Un bilancio drammatico nel 2025
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), dal 1° gennaio al 9 agosto sono almeno 370 le vittime accertate nel Mediterraneo centrale, a cui si aggiungono oltre 300 dispersi. Nello stesso periodo, più di 14mila migranti sono stati intercettati e riportati in Libia: tra questi, oltre 450 minori e circa 1.300 donne.
Mediterraneo centrale: una delle rotte più pericolose al mondo
Il naufragio di Lampedusa conferma, ancora una volta, i rischi estremi della rotta migratoria tra Nord Africa e Italia. Le imbarcazioni utilizzate, spesso fatiscenti e sovraccariche, rappresentano un pericolo costante per chi tenta la traversata, spinto dalla disperazione e affidato a trafficanti senza scrupoli.









































