È di almeno 13 morti il tragico bilancio provvisorio del crollo di un edificio residenziale a Karachi, nel sud del Pakistan. La tragedia è avvenuta all’alba di venerdì 4 luglio, nel quartiere Lyari della capitale della provincia del Sindh. Il palazzo, costruito nel 1974, si è improvvisamente accartocciato su sé stesso, seppellendo decine di persone.
Secondo i dati forniti dai soccorritori del Rescue 1122, sono stati recuperati 13 corpi senza vita e 8 persone estratte vive, molte delle quali ferite in modo grave. Le autorità temono che tra 25 e 30 persone si trovino ancora intrappolate sotto le macerie.
L’edificio era stato dichiarato inagibile: ignorati gli avvisi di evacuazione
Il crollo ha riacceso le polemiche sulla sicurezza degli edifici residenziali a Karachi. Il sindaco Murtaza Wahab ha confermato che la struttura era stata dichiarata inagibile, ma i residenti avevano rifiutato di abbandonarla. Nel palazzo abitavano circa 100 persone, suddivise in 20 appartamenti.
Corsa contro il tempo per trovare superstiti: il video dei soccorsi commuove il web
Le squadre di emergenza lavorano senza sosta tra le macerie, supportate da mezzi pesanti e volontari. I video delle operazioni di soccorso, condivisi sui social, mostrano una comunità unita nel tentativo di salvare vite, tra polvere, detriti e grida di aiuto.
Le autorità locali hanno avviato un’indagine per chiarire le responsabilità del crollo, mentre continua la ricerca dei superstiti sepolti sotto il cemento.









































