In occasione dell’80° anniversario della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, il presidente Vladimir Putin ha annunciato una tregua unilaterale di 72 ore in Ucraina, attiva dalla mezzanotte dell’8 maggio fino all’11. Secondo il Cremlino, l’iniziativa mira a dimostrare la disponibilità russa al dialogo, pur mantenendo le truppe in stato di allerta.
Kiev: “È solo propaganda, la Russia continua a colpire”
Per l’Ucraina, la tregua è solo un’operazione di facciata. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito la richiesta di un cessate il fuoco più lungo, almeno 30 giorni, per dare spazio alla diplomazia. “La Russia non ha alcuna intenzione reale di fermarsi”, ha scritto su Telegram, denunciando nuovi attacchi anche dopo l’inizio della tregua.
Nuove esplosioni a Kiev, Sumy e Zaporizhia
Nella notte e nelle prime ore del mattino, l’Ucraina ha accusato la Russia di aver colpito obiettivi civili in diverse zone del paese. Aerei russi avrebbero sganciato bombe teleguidate su Sumy, mentre droni sono stati segnalati a Zaporizhia, dove quattro civili sono rimasti feriti. A Kiev, un attacco ha causato la morte di una madre e suo figlio.
Kiev contrattacca: “Anche i cieli russi non saranno tranquilli”
L’Ucraina ha risposto con attacchi mirati, colpendo alcuni siti russi con droni. Zelensky ha rivendicato l’azione come una reazione legittima: “Anche i cieli dell’aggressore devono conoscere l’inquietudine che viviamo noi ogni giorno”.
Un fragile cessate il fuoco sotto gli occhi del mondo
Nonostante la proclamazione ufficiale, la tregua di Putin appare già compromessa. Sullo sfondo, resta alta la tensione per la parata del 9 maggio a Mosca, alla quale parteciperanno diversi leader stranieri, tra cui Xi Jinping. Le prossime 72 ore si preannunciano decisive per capire se si tratta di una vera apertura diplomatica o dell’ennesimo bluff.










































