Lo Spid continuerà a essere utilizzabile almeno per altri cinque anni, ma la gratuità del servizio non è più garantita per tutti. È quanto emerge dal nuovo accordo siglato tra l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), il Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio e i gestori aderenti ad Assocertificatori, che confermano il rinnovo della convenzione per la gestione del Sistema Pubblico di Identità Digitale.
Rinnovo ufficiale: Spid resta centrale per la digitalizzazione del Paese
Il nuovo documento sottolinea la volontà delle istituzioni di rafforzare il ruolo di Spid come strumento cardine dell’identità digitale in Italia. Un’infrastruttura sempre più strategica, utilizzata da milioni di cittadini, imprese e professionisti per accedere in sicurezza a servizi pubblici e privati.
Spid a pagamento? L’ipotesi prende forma
Nonostante la conferma della continuità del servizio, resta aperta l’ipotesi di un futuro a pagamento. Alcuni gestori – tra cui Aruba, InfoCert e Register.it – hanno già avviato modalità a pagamento per il rilascio o rinnovo dell’identità digitale.
La nuova convenzione ribadisce il principio della “valorizzazione economica della base utenti” secondo logiche di mercato, già presente nella precedente intesa, ma finora applicato solo da alcuni operatori. Ora, però, con il via libera formale e la conferma dei contributi pubblici a sostegno del servizio, la possibilità di introdurre tariffe per l’utilizzo di Spid diventa concreta.
Poste Italiane al bivio: mantenere la gratuità o cambiare rotta?
Poste Italiane, il principale fornitore di Spid in Italia per numero di utenti, continua per ora a offrire il servizio gratuitamente. La sua scelta ha giocato un ruolo fondamentale nella diffusione capillare dell’identità digitale, soprattutto tra i cittadini meno digitalizzati e nelle aree rurali o svantaggiate.
Ma il nuovo contesto cambia le carte in tavola. Anche se non sono stati ancora annunciati cambiamenti ufficiali, la posizione di Poste sarà decisiva nel determinare il futuro del servizio: una conferma della gratuità consoliderebbe il suo ruolo di riferimento, mentre un eventuale passaggio a un modello a pagamento potrebbe influenzare milioni di utenti e ridurre l’accessibilità.
Un sistema da sostenere: tra investimenti e costi in crescita
Nel comunicato congiunto, le parti firmatarie della convenzione sottolineano l’importanza di garantire la sostenibilità economica dello Spid, dopo oltre dieci anni in cui i costi sono stati interamente sostenuti dai gestori. La nuova intesa prevede che lo Stato fornisca contributi pubblici mirati, ma non esclude che i costi possano essere in parte trasferiti sugli utenti in futuro.
Un equilibrio delicato, che dovrà conciliare l’accessibilità per tutti i cittadini con la necessità di mantenere e sviluppare l’infrastruttura digitale in modo sicuro e sostenibile.










































