Con l’approvazione del 17° decreto attuativo della riforma fiscale, cambia radicalmente il bollo auto, una delle imposte più discusse dagli automobilisti italiani. A partire dal 1° gennaio 2026, infatti, la tassa di possesso diventerà a tutti gli effetti un tributo regionale, e con questo cambiamento arriveranno nuove regole su pagamenti, scadenze e agevolazioni.
Più autonomia alle Regioni: il bollo diventa un tributo locale
Il decreto sancisce che la competenza sul bollo auto passerà interamente alle Regioni, che potranno stabilire in piena autonomia importi, scadenze e agevolazioni. Questo significa che ogni contribuente dovrà seguire le regole stabilite dalla propria Regione di residenza, rendendo il sistema più flessibile ma anche più frammentato.
Il pagamento dovrà essere effettuato a favore della Regione, e non sarà più possibile rateizzare l’importo. Il bollo andrà versato in un’unica soluzione annuale, una misura voluta per semplificare la gestione delle entrate a livello territoriale.
Scadenze personalizzate in base all’immatricolazione
Dal 2026 cambieranno anche le scadenze per il pagamento del bollo:
- Per i veicoli immatricolati dal 2026 in poi, la tassa andrà pagata ogni anno alla data esatta della prima immatricolazione;
- Per quelli già immatricolati entro il 31 dicembre 2025, resteranno valide le scadenze attuali (quadrimestrali, semestrali o annuali), salvo nuove disposizioni da parte delle singole Regioni.
Questa doppia modalità porterà a una diversificazione tra i territori e aumenterà la necessità di verificare regolarmente la normativa regionale.
Obbligo di pagamento anche con il fermo amministrativo
Una delle novità più significative introdotte dal decreto riguarda i veicoli sottoposti a fermo amministrativo. A differenza del passato, dal 2026 il pagamento del bollo sarà obbligatorio anche in caso di fermo, sia esso di tipo fiscale o giudiziario.
Finora, l’esenzione si applicava ai fermi amministrativi imposti per gravi violazioni del Codice della Strada, ma questa distinzione verrà eliminata. Il nuovo testo modifica infatti l’articolo 5 del DL 953/1982, imponendo l’obbligo di versamento anche per i veicoli non utilizzabili per provvedimenti delle autorità.
Esenzioni ed elettriche: decidono le Regioni
Le agevolazioni fiscali, comprese le esenzioni per veicoli elettrici, resteranno in vigore solo se confermate dalle Regioni. Attualmente, in molte zone d’Italia le auto a zero emissioni godono di esenzioni temporanee (5 anni) o permanenti, ma dal 2026 ogni Regione potrà decidere se mantenerle o modificarle.
Chi intende acquistare un veicolo elettrico o ibrido dovrà quindi verificare con attenzione le politiche fiscali regionali, perché potrebbero variare sensibilmente da un territorio all’altro.
Cosa cambia davvero per gli automobilisti
La nuova gestione del bollo auto rappresenta un passo concreto verso il federalismo fiscale, ma porterà con sé maggiore complessità per i cittadini. Dovranno infatti prestare attenzione alle normative locali, organizzare con anticipo il pagamento in un’unica soluzione e verificare eventuali modifiche su scadenze e agevolazioni.










































