Sta guadagnando terreno Stratus, nome informale assegnato dagli esperti alla variante Xfg del Sars-CoV-2, che secondo i dati più recenti sta progressivamente sostituendo Nimbus, il lignaggio dominante fino a poche settimane fa. Ritenuta più capace di eludere gli anticorpi, Stratus è ora classificata tra le varianti sotto monitoraggio (VUM) dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che tuttavia per il momento mantiene bassa la valutazione del rischio.
Composizione genetica e origine
Stratus è un ricombinante dei lignaggi LF.7 e LP.8.1.2, talvolta definita “variante Frankenstein” per la sua natura ibrida. Il primo campione noto risale al 27 gennaio 2025. Le analisi mostrano mutazioni specifiche della proteina Spike che, rispetto a JN.1 e Nimbus, potrebbero aumentare la capacità di evasione del sistema immunitario.
I sintomi più segnalati
Uno dei tratti distintivi di questa ondata è la raucedine, sintomo particolarmente diffuso tra i pazienti in India, dove Stratus è diventata la variante prevalente in primavera. I medici riportano voce roca, tosse secca, irritazione e mal di gola, oltre a sintomi classici come stanchezza, febbre, dolori muscolari e congestione. In alcuni casi, è stata segnalata anche una forte sensazione di bruciore alla gola, simile a un taglio quando si deglutisce.
La diffusione in Europa e Asia
Secondo i dati aggiornati dell’Oms, Stratus è in rapida crescita in tutte e tre le regioni che condividono dati genetici del virus:
- In Europa, è salita dal 10,6% al 16,7%.
- Nel Sudest asiatico, ha registrato un balzo dal 17,3% al 68,7%.
- A livello globale, tra il 26 maggio e il 1° giugno 2025, rappresentava il 22,7% delle sequenze condivise su Gisaid, contro il 7,4% di quattro settimane prima.
Anche il bollettino dell’Istituto superiore di sanità (Iss) del 18 giugno conferma la prevalenza del lignaggio Xfg in Italia nel mese di maggio.
Le raccomandazioni dell’Oms
Nonostante il rischio attuale sia considerato contenuto, l’Oms invita i Paesi a mantenere alta l’attenzione. In particolare, si sottolinea l’importanza di:
- Condurre test di neutralizzazione con sieri umani rappresentativi
- Monitorare l’efficacia degli anticorpi contro Stratus
- Confrontare la gravità clinica con le varianti precedenti
L’obiettivo è identificare per tempo eventuali segnali di aumento della pericolosità o della trasmissibilità.







































