Il 30 settembre 2026 rappresenta una nuova scadenza fiscale da segnare sul calendario per i proprietari di alcune auto di elevata potenza.
Lo scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate indica infatti questa data per il versamento del superbollo, l’addizionale erariale alla tassa automobilistica applicata alle autovetture e agli autoveicoli per il trasporto promiscuo con potenza superiore a 185 kW.
La scadenza di settembre non riguarda indistintamente tutti i proprietari di auto potenti. Per il 30 settembre 2026, l’Agenzia individua i soggetti che risultano proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio oppure utilizzatori in leasing o noleggio a lungo termine senza conducente di veicoli con potenza superiore a 185 kW e bollo auto con scadenza ad agosto 2027.
Chi deve pagare il superbollo
Il superbollo è dovuto sulle autovetture e sugli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose che superano la soglia di 185 kW di potenza.
Non conta quindi semplicemente la cilindrata dell’auto: il parametro utilizzato per determinare l’addizionale è la potenza espressa in kilowatt.
Per la scadenza del 30 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate individua in particolare:
- proprietari del veicolo;
- usufruttuari;
- acquirenti con patto di riservato dominio;
- utilizzatori di veicoli in locazione finanziaria;
- utilizzatori di veicoli in noleggio a lungo termine senza conducente.
La specifica scadenza riguarda i veicoli con potenza superiore a 185 kW e con bollo auto in scadenza ad agosto 2027.
Quanto costa il superbollo
Il calcolo parte da una quota di 20 euro per ogni kW che supera i 185 kW.
Per esempio, un’automobile da 200 kW supera la soglia di 15 kW. L’importo base dell’addizionale sarebbe quindi di 300 euro.
Per un’auto da 250 kW, invece, i kW eccedenti sono 65 e il calcolo porta a un importo base di 1.300 euro.
Si tratta dell’importo prima dell’applicazione delle riduzioni legate all’anzianità del veicolo.
Le riduzioni in base all’età dell’auto
Il superbollo non mantiene necessariamente lo stesso importo per tutta la vita del veicolo.
La normativa prevede infatti una riduzione dell’addizionale in funzione degli anni trascorsi dalla data di costruzione. Secondo lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate, l’importo viene ridotto:
- al 60% dopo 5 anni;
- al 30% dopo 10 anni;
- al 15% dopo 15 anni;
- a zero dopo 20 anni dalla data di costruzione.
La riduzione può quindi modificare sensibilmente l’importo effettivamente dovuto. Per questo, prima di effettuare il versamento, è importante verificare non soltanto la potenza della vettura, ma anche la sua anzianità.
Come si paga il superbollo
Per il versamento deve essere utilizzato il modello F24 Versamenti con elementi identificativi (F24 ELIDE), senza possibilità di compensazione.
Il codice tributo indicato dall’Agenzia delle Entrate per il superbollo è 3364, relativo all’addizionale erariale alla tassa automobilistica.
Per i titolari di partita IVA il pagamento deve essere effettuato con modalità telematiche. I contribuenti non titolari di partita IVA possono invece utilizzare i servizi telematici oppure effettuare il pagamento presso banche, Poste o agenti della riscossione, secondo le modalità indicate dall’Agenzia.
Superbollo 30 settembre 2026, cosa controllare
La data del 30 settembre 2026 non deve essere interpretata come una scadenza generalizzata per tutte le auto soggette al superbollo. L’Agenzia delle Entrate collega infatti questo appuntamento a una specifica combinazione di caratteristiche del veicolo e della scadenza del bollo.
Prima del pagamento è quindi opportuno verificare:
- la potenza dell’auto in kW;
- se supera la soglia di 185 kW;
- la data di costruzione del veicolo;
- l’eventuale riduzione spettante per l’anzianità;
- la scadenza del bollo auto;
- la propria posizione rispetto al veicolo, ad esempio proprietà, usufrutto, leasing o noleggio a lungo termine.
Una verifica accurata consente di evitare errori nel calcolo dell’addizionale e di individuare correttamente la scadenza applicabile.




































